Mittal ricorre contro l’ordinanza di Melucci. Il prefetto incontra i sindacti

Mittal ricorre contro l’ordinanza di Melucci. Il prefetto incontra i sindacti

Come annunciato nei giorni scorsi, ArcelorMittal ha presentato ricorso al Tar di Puglia contro l’ordinanza del sindaco di Taranto Rinaldo Melucci che impone all’azienda siderurgica di adottare misure di contenimento dell’inquinamento, pena il fermo degli impianti dell’area a caldo.


Mittal ha atteso l’ultimo dei 30 giorni a disposizione per inoltrare il ricorso. L’impugnativa è composta di 38 pagine e chiede l’annullamento del provvedimento e la sua sospensione in via preliminare. Il ricorso è indirizzato a: sindaco e Comune di Taranto, Arpa Puglia, Dipartimento provinciale Arpa di Taranto.



In un videomessaggio Melucci definisce il ricorso “38 pagine di accademia” in cui non è contenuta “una sola risposta per la salute dei tarantini”. “Il ricorso è rivolto in particolare contro il sindaco – continua Melucci – forse perchè pensano di intimorirmi. Ci muoviamo secondo giustizia e dico senza rancore a Mittal e alla sua famiglia: non è con i ricorsi che risolverete il vostro rapporto con Taranto. Non avrete tregua. Noi tiriamo dritto secondo la nostra ordinanza. Questo ricorso è come se non esistesse”.

Nel pomeriggio, intanto, il prefetto di Taranto Demeterio Martino ha incontrato in video conferenza i rappresentti di Fim, Fiom, Uilm. Alla riunione hanno partecipato anche il comandante provinciale dei vigili del fuoco e il direttore dello Spesal. Il prefetto ha chiarito sostanzialòmente due cose. La prima è che il decreto firmato ieri impedisce all’azienda durante il periodo di vigienza, di poter aumentare la forza lavoro all’interno dello stabilimento proprio al fine di limitare il rischio di contagio.

La seconda attiene l’assetto organizzativo dell’azienda. Il decreto, ha spiegato il prefetto, “limita nel massimo la presenza giornaliera di maestranze ma lascia alla valutazione dell’impresa e dei sindacati la possibilità di concordare numeri minori, ferma restando l’imprescindibile garanzia della salvaguardia degli impianti produttivi e del rischio di incidente rilevante”. Infine è stata evidenziato l’obbligo imposto a Mittal di potenziare il servizio interno di prevenzione e protezione, secondo le indicazioni fornite dal direttore dello Spesal.



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