MONDEZZA SOTTO LA SABBIA, PER FORTUNA C’E’ CHI IL MONDO LO PULISCE

Le bottiglie di plastica, quelle di Raffo, le altre di vetro e le corde dei pescatori, al secolo le "zoche".

La graduatoria della mondezza ionica, stilata da decine di volontari che ieri hanno voluto trascorrere la loro giornata particolare al mare, rende appieno usi e costumi di una società che sporcando vive i suoi tempi. O vivendo sporca ciò che tocca e riempie.
Ambiente è prima di tutto pulizia. E quindi già con guantoni, schiena piegata, e braccia nella sterpaglia senza mettere la testa sotto la sabbia.
Anzi.
Trasversalmente uniti, per un giorno e si spera anche per altri, giovani e meno giovani hanno raccolto di tutto lungo una porzione dell’isola amministrativa di Taranto, lontana dalla città ma di stretta competenza municipale.
Ieri, all’altezza di Giamaica (nota spiaggia alle porte dei lidi privati) decine di bustoni neri sono stati composti e conferiti.
Puliamo il Mondo è una di quelle iniziative che dimostrano due cose: l’Italia è un Paese fondato sul volontariato ma è soprattuto un Paese che non ha imparato ad amarsi.



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