Neet Equity, il Lup dell’Unicef ieri al MarTa

Neet Equity, il Lup dell’Unicef  ieri al MarTa

Il Laboratorio Urbano di Partecipazione (Lup) di Unicef Italia ha fatto tappa al Museo Nazionale Archeologico Nazionale di Taranto, “grazie a un proficuo accordo di collaborazione” spiega la referente del progetto, Tiziana Magrì.  Taranto al 19° posto su 107 con il 33,4% di NEET, giovani inattivi (leggi precedente articolo).


Ieri mattina nella sala Incontri del MarTa,  i ragazzi e le ragazze del Progetto NEET Equity, la rete già aderente e la comunità attiva, si sono confrontati sulla necessità di individuare politiche attive e inclusive per la generazione definita “disimpegnata”.  Il Laboratorio Urbano (spazi di concertazione territoriale, di ascolto e partecipazione dell’intera comunità) rientra tra le azioni del progetto NEET Equity – selezionato dal Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale nell’ambito dell’Avviso “Prevenzione e contrasto al disagio giovanile” (ID 189/Avviso Disagio) “il cui obiettivo è quello di migliorare la capacità di un territorio nel costruire politiche attive partecipate a favore della inclusione dei giovani e della riattivazione dei giovani NEET, cioè dei giovani che non studiano, non lavorano e non seguono alcun percorso di formazione” ha spiegato la Magrì.



Il LUP a Taranto è VIAGGIANTE/ITINERANTE, per creare quelle connessioni identitarie e di appartenenza necessarie con i luoghi più significativi della città, ha cadenza mensile, e accompagna i giovani nell’attività di formazione in comunicazione sociale per contro-narrare i luoghi comuni territoriali “ Qui non c’è futuro; bisogna andar via per trovare lavoro etc…”; un racconto e una visione diversa e possibile solo attraverso la conoscenza dei modelli positivi che nascono e crescono attorno a loro e l’attivazione di strumenti progettuali e programmatici permanenti.  Taranto, scelta con Carbonia e Napoli come provincia di intervento è al 19° su 107 province italiane con il più altro indice di NEET, con un’incidenza del 33,4% sulla popolazione cittadina giovanile; si tratta di un dato emerso dalla ricerca “Il silenzio dei NEET. Giovani in bilico tra rinuncia e desiderio” che ha visto coinvolti in focus group: studenti, associazioni, amministrazione locale, università, enti di terzo settore e stakeholder del territorio. In tal modo si è raggiunto un primo step del progetto, avviato nel mese di marzo 2019: aumento del grado di conoscenza e di informazione sul fenomeno dei NEET; un lavoro di confronto che ha permesso di individuare i giovani “disimpegnati” e “non” che attraverso la formazione e l’azione di volontariato sociale saranno il motore trainante per intercettare e coinvolgere quei ragazzi e ragazze che non studiano, non lavorano, non si formano. Saranno presenti le ragazze e i ragazzi aderenti al progetto, le scuole coinvolte sono l’Istituto Cabrini e Archimede.Con preghiera di diffusione. Distinti saluti. Ieri mattina, al MarTa, tra gli altri, sono intervenuti nell’ambito dell’articolata sessione di confronto,  il   direttore del Museo Archeologico Nazionale di Taranto dott.ssa Eva Degl’Innocenti,  Virginia Meo del               Coordinamento nazionale Progetto NEET Equity UNICEF,  Tiziana Magrì, Coordinamento territoriale  Progetto NEET Equity Taranto Tiziana Magrì. E’ stato inoltre presentato il progetto del Museo Archeologico Nazionale di Taranto: “La mappa di comunità della città per riscoprire l’identità del paesaggio culturale di Taranto: alla ricerca di un nuovo modello di partecipazione”. Non sono mancate testimonianze dirette e virtuose. INNOVATORI DEL PROPRIO TEMPO, dunque,  i giovani change-makers  del progetto NEET  hanno intervistato  modelli positivi come Scialpi Kekia Bend in arte Ben 45  – cantautore, Bianca Maria SCARINCI- ceramista e tessitrice,  Giuliano RICCIARDI   industrial designer,  Marco CAPANI  consulente innovatore tecnologico.

 

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