Nuovo stop per l’ospedale San Cataldo di Taranto. Chiesto il commissariamento

Nuovo stop per l’ospedale San Cataldo di Taranto. Chiesto il commissariamento

Nuovo stop per l’ospedale San Cataldo di Taranto. Questi gli effetti della decisione del Consiglio di Stato emessa ieri, che fa seguito al pronunciamento del Tar di Lecce dello scorso autunno. La definizione della complessa vicenda giudiziaria, richiederà altro tempo. Bisognerà attendere, infatti, la decisione della Corte di Giustizia dell’Unione europea e questo inevitabilmente farà slittare i tempi di costruzione dell’opera.


L’importo complessivo dei lavori ammonta ad circa 160 milioni di euro. L’ospedale sarà la struttura sanitaria di riferimento dell’intera provincia ionica con 715 posti letto. Insomma, la guerra dei ricorsi per l’aggiudicazione dei lavori rischia di allungare ulteriormente i tempi di costruzione in un territorio che vive un’emergenza sanitaria legata ai problemi di carattere ambientale.



Per questo c’è chi avanza l’ipotesi di azzerare la procedura di affidamento dei lavori e procedere al commissariamento. “Per il nuovo ospedale di Taranto si nomini un commissario, si revochi la gara in corso e si pubblichi un nuovo bando. Non si può più attendere nemmeno una settimana. A meno che Invitalia, delegata dalla Asl di Taranto a svolgere la funzione di stazione appaltante, non pensi di poter aggiudicare la gara immediatamente e sulla base della sentenza non definitiva del Consiglio di Stato”. Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, presidente della Commissione regionale bilancio, commentando la Sentenza non definitiva del Consiglio di Stato.

“Chi tiene davvero a risolvere i problemi di Taranto non può far finta di non sapere che il suo più grave problema è l’assenza di un ospedale come Dio comanda – continua Amati – pensare di dover attendere la pronuncia della Corte di giustizia dell’Unione Europea sulla questione pregiudiziale in via di proposizione da parte dello stesso Consiglio di Stato, significa non temere in considerazione il superiore interesse pubblico alla piena funzionalità di un ospedale in grado di curare tutte le malattie tempo dipendenti e di alta specialità”.

Il consigliere Amati ricorda “come fonte di prima mano che, quando avviammo l’ultima programmazione di edilizia sanitaria, i presidi prioritari erano, nell’ordine, Taranto e Monopoli-Fasano. Dei due, l’ospedale ionico era quello in fase più avanzata sotto il profilo del procedimento.
È accaduto, invece, che quello di Monopoli-Fasano è in costruzione, mentre quello di Taranto langue nella disputa giudiziaria e dopo aver scontato ritardi anche nelle fase precedente alla stessa gara d’appalto. Ecco, così non si può andare avanti. Il nuovo ospedale di Taranto sarà peraltro un presidio di secondo livello, cioè d’interesse regionale. Per cui ogni giorno di ritardo non si scarica solo sulla provincia di Taranto, ma riguarda ogni cittadino pugliese. Di qui – conclude – la necessità di un’immediata aggiudicazione da parte di Invitalia oppure della nomina di un commissario. Non ci sono proprio alternative”.



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