Ocean Viking, 2 casi sospetti di tubercolosi. Soccorsi a cura dell’Asl di Taranto

Ocean Viking, 2 casi sospetti di tubercolosi. Soccorsi a cura dell’Asl di Taranto

E’ sbarcata questa mattina al molo San Cataldo del porto di Taranto la nave Ocean Viking con 403 migranti a bordo soccorsi nel Mar Mediterraneo. 216 uomini, 38 donne e 149 bambini sono stati accolti e trasferiti all’hotspot per la prima identificazione.


L’assistenza sanitaria è stata assicurata dall’Asl di Taranto. Il personale del 118 ha preso in carico i migranti appena sbarcati, individuando le persone che necessitavano di cure o di un percorso di maggior tutela. “C’erano numerose persone, soprattutto donne e bambini, con ustioni da idrocarburi – fa sapere la stessa azienda sanitaria tarantina – poiché durante il viaggio nei gommoni erano stati in contatto con benzina e acqua di mare. Il personale del 118, laddove possibile, è intervenuto direttamente sul molo, senza sovraccaricare il Pronto Soccorso del SS. Annunziata. 



Tra i migranti, 132 minori non accompagnati, le cui condizioni complessive sono buone, ma alcuni di essi sono stati accompagnati in ospedale per accertamenti. C’erano anche 12 donne incinte che, dopo una prima assistenza in loco, sono state accompagnate al P.O. Centrale SS. Annunziata, dove hanno potuto usufruire dei servizi e degli esami strumentali necessari per la situazione di ognuno. Poi 8 persone, tra donne e uomini, che mostrano segni particolari la cui diagnosi necessita di approfondimenti che saranno effettuati nei prossimi giorni. Tutti sono sotto osservazione per accertare le loro condizioni che al momento non destano particolari preoccupazioni.

Per un uomo, che aveva manifestato durante il soccorso uno stato di forte agitazione, si temevano possibili problemi psichiatrici ma gli accertamenti e i colloqui condotti dal personale del Dipartimento Sanità Mentale hanno escluso qualunque patologia. Al momento del primo soccorso, in una coppia di origine somala sono stati riferiti i sintomi della tubercolosi: la donna, 25 anni, era asintomatica e in terapia antitubercolare da oltre tre settimane; l’uomo, della stessa età della moglie, è stato valutato per la riferita tosse ma l’esame clinico obiettivo e la radiografia del torace sono risultati negativi per acuzie e quindi è stata consigliata profilassi adeguata.

Durante le operazioni di soccorso e cura, i sanitari sono stati supportati dai mediatori culturali del progetto F.A.R.I., che lavorano nelle strutture delle ASL di Taranto, Brindisi e Lecce per facilitare l’accesso ai servizi socio sanitari di migranti, richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale. F.A.R.I. è il progetto finanziato dal Fondo PON Legalità 2014-2020 che vede ASL Taranto come soggetto capofila, in partenariato con le ASL di Brindisi e Lecce e con l’associazione Camera a Sud, che coordina le attività di mediazione e formazione.

“Ringrazio tutti gli operatori per il gran lavoro svolto anche quest’oggi – ha dichiarato l’avvocato Stefano Rossi, Direttore Generale della ASL Taranto – ancora una volta hanno dimostrato la loro professionalità e la loro capacità di lavorare bene anche in condizioni di emergenza, grazie a una abnegazione non comune e a uno spirito di gruppo forte che ha permesso l’integrazione tra tutti i professionisti coinvolti.”​


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