Orchestra della Magna Grecia, un anno dall’ultimo concerto in teatro a Taranto

Orchestra della Magna Grecia, un anno dall’ultimo concerto in teatro a Taranto

Sono trascorsi dodici mesi esatti, da quel 4 marzo 2020. Quel giorno l’Orchestra della Magna Grecia con il maestro Valter Sivilotti e il cantautore Enzo Gragnaniello, portò in scena l’ultima produzione alla presenza del pubblico in un teatro cittadino: “Vient’ ‘e terra”.


Sul palcoscenico ad introdurre lo spettacolo, il direttore artistico dell’ICO, Piero Romano. Con lui, l’assessore alla Cultura e vicesindaco, Fabiano Marti.



Dunque, un anno di covid. “Le difficoltà – dice il direttore artistico Piero Romano – sono state e sono, tuttora, tantissime. Ma siamo consapevoli di avere un’unica strada da seguire: restare attivi.

Durante la scorsa estate ci siamo espressi comunque con azioni che hanno puntato a rinnovare il nostro sistema. In tutto questo, il Comune di Taranto ci ha dato grande coraggio sostenendo una programmazione della quale possiamo andare fieri”.

“La produzione con Enzo Gragnaniello – riprende Romano – ci è rimasta nel cuore. Quell’ultimo concerto al teatro Orfeo per noi ha rappresentato una stranezza, stava per essere bloccata la nostra libertà di espressione nella sua formula più vera, quella dello spettacolo dal vivo.


Un teatro con le poltrone vuote è come se non esistesse. Intanto stiamo continuando ad allenarci per tornare ad incontrare un pubblico ancora più motivato. Tutto passerà e torneremo a ricordare questa sciagura come a un incubo che ci ha insegnato a non considerare la nostra attività ordinaria, ma straordinaria, straordinariamente bella”.

“Ora bisogna guardare avanti – dice l’assessore Marti – pensare al futuro, perché tutto questo prima o poi passerà e finalmente torneremo a sognare”. “Un anno di sofferenza – l’opinione del Maestro Valter Sivilotti – il pubblico ci manca tantissimo. In questi dodici mesi ho avvertito il peso di un’etichetta con la quale è stata licenziata la nostra attività. Non indispensabile, come se l’arte e la cultura fossero un lusso del quale poter fare tranquillamente a meno”.

Infine, Enzo Gragnaniello. “E’ stato un anno difficile – dice il cantautore – si è sentita la mancanza del pubblico e dei miei musicisti. Questi dodici mesi sciagurati li ho trascorsi a lavorare ai nuovi brani del mio prossimo album. La musica è un antidoto contro le negatività. (Credits: foto Aurelio Castellaneta/ICO Magna Grecia)


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