PARCHI DELLA MEMORIA E TETTI COME SPAZI PUBBLICI ECCO LA TARANTO POST-ILVA

PARCHI DELLA MEMORIA E TETTI COME SPAZI PUBBLICI ECCO LA TARANTO POST-ILVA

Parchi della memoria nei quartieri Tamburi e Paolo VI, tetti utilizzati come spazi pubblici in città vecchia, strade chiuse al traffico al Borgo, Palazzo degli Uffici “trasparente” come il Parlamento a Berlino. Sono queste alcune delle proposte formulate nel corso della seconda giornata del progetto di ricerca Atelier Taranto, promosso dallo studio di architettura Unlab con il supporto dell’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi in Italia e della Creative Industries Found NL, il patrocinio del Comune di Taranto, dell’Ordine degli Architetti di Taranto, di Legambiente Taranto e della cooperativa NoveLune.
“Abbiamo formulato otto scenari – spiega Francesca Rizzetto, urban designer di Unlab – ed oggi ve ne presentiamo solo alcuni. Verranno tutti pubblicati nel sito www.atelier-taranto.eu Ci siamo soffermati in particolare sugli spazi pubblici, cioè spazi comuni in mano alla collettività, nel senso di creati concretamente da tutti. Partendo da Paolo VI e Tamburi, due quartieri difficili, abbiamo lavorato sull’idea di ‘parchi della memoria’ dove il terreno inquinato, attraverso la fitodepurazione, possa essere bonificato e successivamente restituito alla cittadinanza. Per la città vecchia abbiamo pensato, dati i vicoli e gli spazi stretti, all’utilizzo dei tetti come aree pubbliche, aperte alla cittadinanza, ad ingresso libero come fossero appunto parchi. Per il borgo abbiamo sviluppo l’idea di un trasporto pubblico diverso. Strade libere dalle automobili e da impedimenti e chiuse al traffico. È un lavoro anche pedagogico questo: perché non sempre è una necessità per il tarantino spostarsi in auto. Lo fa talvolta per pigrizia. Usufruire di una mobilità verde è un passo necessario anche per far riscoprire la città ai suoi abitanti. Oltre al trasporto pubblico implementato ci sarebbe un sistema di parcheggi con il car sharing per allontanarsi della città, mentre mezzi pubblici e bici dovrebbero essere utilizzati dentro la città. Questo fa bene alla salute e alla bonifica del territorio, perché anche le automobili producono inquinamento atmosferico, visuale e sonoro. Infine, rifacendoci a delle referenze storico-artistiche abbiamo portato per Palazzo degli Uffici di Taranto l’esempio del Parlamento berlinese con l’artista bulgaro-statunitense Christo, che ha lavorato una ventina d’anni al progetto, decollato solo dopo la caduta del muro, di una costruzione che rappresentasse la trasparenza dell’istituzione”. (m.tur)



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