Passa dal porto di Taranto la nuova “via della seta”

Passa dal porto di Taranto la nuova “via della seta”

“Quasi 300 milioni di euro sono stati già spesi per aprire stazioni ferroviarie nell’area portuale, allestire magazzini refrigerati, ammodernare i moli. Da esperienza negativa Taranto si sta trasformando in un caso di successo”. Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio ai vertici della Repubblica Popolare Cinese durante gli incontri al seguito del Presidente Sergio Matterella.


Il ministro ha spinto sulla riconversione dello scalo ionico nei colloqui avuti in Cina. L’idea è quella di una nuova “via della seta” che solchi il mare e che arrivi fino a Taranto. “Un porto – ha confessato Delrio – per il quale non ho dormito la notte per rimediare alle occasioni sprecate negli anni scorsi”. Secondo quanto riferito dallo stesso ministro, gli interlocutori cinesi hanno accolto con interesse le sollecitazioni, anche se è ancora presto per parlare di risposta positiva. Il ministro dei Trasporti, oltre che di Taranto ha parlato delle soluzioni logistiche presenti nell’Alto Adriatico e nel Tirreno Settentrionale.



Il mercato cinese è di enormi dimensioni: la sola Chonqing (33 milioni di abitanti) in cui si sono svolti gli incontri,  movimenta 4,5 milioni di Teu, l’Italia nel suo complesso sei milioni.


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