Politica e informazione, il caso Taranto

Politica e informazione, il caso Taranto

Oggi Luigi Abbate è stato allontano dalla conferenza stampa del Pd ionico perchè non gradito. La scorsa settimana nove consiglieri regionali eletti nella provincia di Taranto hanno impedito ai giornalisti di assistere alla riunione del cosiddetto “patto per Taranto” che si svolgeva negli uffici della Provincia ed era stata convocata pubblicamente dall’ufficio stampa della Regione. Qualche mese fa il giornalista Michele Montemurro è stato verbalmente aggredito dal presidente della Provincia per il contenuto di un suo articolo. Nelle scorse settimane il sindaco di Taranto ha inviato la sua reprimenda al direttore del Tg1 dopo un servizio televisivo ritenuto lesivo dell’immagine di Taranto.


Episodi di questo tipo, ormai, si ripetono con grande frequenza e crediamo che sia necessario discutere apertamente ed in maniera seria del rapporto tra politica e informazione a Taranto. Un confronto per ribadire modalità di civile convivenza e di rispetto da parte di chi amministra o ricopre cariche pubbliche, oltre che le regole di una professione profondamente cambiata con l’avvento delle nuove tecnologie, ma immutata nei suoi valori fondanti: la libertà, l’indipendenza, la verifica delle notizie.



Taranto, in passato, ha vissuto altre stagione difficili ed i tentativi di condizionare la stampa non sono una novità, anzi. Un tempo, però, questi episodi facevano clamore e non passavano inosservati. Il rischio che avvertiamo oggi è che su questi fatti si stenda una coltre di indifferenza allo scopo di minimizzare e di isolare. E’ necessario, invece, che la categoria reagisca coesa e compatta, faccia sentire la sua voce e ristabilisca corrette regole di convivenza.

Per questo invitiamo l’Ordine dei Giornalisti e l’Associazione della stampa a farsi promotori di un’iniziativa di questo tipo perchè è necessario che siano chiari ruoli, diritti e doveri dell’informazione, ma anche di chi amministra, ricopre cariche pubbliche, rappresenta il popolo italiano. L’informazione a Taranto rischia di diventare l’ennesima emergenza non solo occupazionale per la chiusura di due quotidiani, di una tv locale, del massiccio ricorso agli ammortizzatori sociali, ma anche per le varie forme di “inquinamento” che si sono infiltrate al suo interno. E’ ora di dire basta!


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