Porto di Taranto, ricognizione a Palazzo Chigi sul futuro degli ex Tct

Vertice a Palazzo Chigi ieri mattina sul porto di Taranto. Al centro dell’incontro le attività del molo polisettoriale. L’incontro è stato coordinato dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti.


Vi hanno preso parte il Vice Ministro allo Sviluppo Economico Teresa Bellanova, il Sottosegretario al Lavoro Franca Biondelli, dirigenti del Ministero delle Infrastrutture, il Commissario dell’Autorità portuale di Taranto Sergio Prete e il Responsabile della Struttura di Missione della PCM Giampiero Marchesi.



La riunione è servita per valutare “lo stato della procedura relativa al rilascio della concessione per le attività del molo, con particolare attenzione ai connessi riflessi produttivi ed occupazionali“. Tradotto in altre parole il parole, Prete è stato convocato nella capitale per fare il punto rispetto ad una vicenda che, al momento, registra ben poche novità.

“Sono state approfondite le varie situazioni inerenti le richieste di concessione giunte all’Autorità portuale – spiega il commissario del porto di Taranto – ma al momento non è possibile assumere alcuna decisione in ordine al futuro dei dipendenti della Tct ed alla loro possibile ricollocazione. Sono stati esaminati vari percorsi, prima di decidere cosa fare, bisogna capire quali sono i piani industriali ed i relativi livelli occupazionali dei soggetti che hanno chiesto di insediare le proprie attività sul molo polisettoriale. Qualche indicazione in più, ma pur sempre informale, l’avremo nei prossimi giorni quando si chiuderà la fase del dialogo competitivo”.

Tra i lavoratori della Taranto container terminal c’è grande preoccupazione. L’azienda in liquidazione ha già avviato la procedura di mobilità ed ha inviato le lettere di licenziamento per tutti i 530 dipendenti che saranno licenziati alla scadenza della cassa integrazione il prossimo 11 settembre. Nei giorni scorsi la vertenza è stata al centro di un incontro convocato dal Prefetto di Taranto, i sindacati confederali e di categoria hanno chiesto la convocazione di un incontro urgente con il Governo. Riunione che era attesa per maggio ma che, a questo punto, slitterà sicuramente.



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