Porto di Taranto, trattative serrate per il rientro degli ex Tct

Porto di Taranto, trattative serrate per il rientro degli ex Tct

Da giorni si svolgono incontri e riunioni serrate tra sindacati e San Cataldo Container Terminal (Yilport), per il riavvio dei traffici sul molo polisettoriale a partire dai primi giorni di luglio. Al momento è difficile fare previsioni sulla forza lavoro che sarà utilizzata in questa prima fase. E’ certo, comunque, che lo start up consentirà il rientro solo parziale (per ora) delle circa 500 unità del bacino ex Tct (Taranto container terminal).


Lo spiegano in una nota stampa congiunta i segretari di Filt Cgil, UilTrasporti e Fit Cisl, rispettivamente Michele De Ponzio, Carmelo Sasso e Oronzo Fiorino. “Al momento – scrivono i sindacati – la condivisione di quanto necessario allo start up previsto per l’inizio di luglio è a buon punto,
ma necessita per la sua conclusione della determinazione da parte della linea di navigazione dei livelli di traffico, delle toccate settimanali previste che risultano indispensabili alla quantificazione dei carichi di lavoro e della relativa forza lavoro da reimpiegare nell’immediato”.



Un altro importante nodo da sciogliere per comprendere quanti lavoratori saranno richiamati in attività riguarda “la determinazione e la riattivazione del circuito Doganale indispensabile all’apertura del Terminal anch’esso impattante sui carichi di lavoro e sulla organizzazione delle attività. Questo consentirà la definitiva quantificazione della forza lavoro necessaria allo start-up e che sarà prioritariamente selezionata tra le maestranze ex TCT come previsto dalla norma istituente la TPWA che ha una finestra temporale al momento di altri 12 mesi circa”.

Filt Cgil, Uiltrasporti e Fit CislSi rassicurano “i lavoratori, le loro famiglie ed il territorio – prosegue la nota stampa – che si lavorerà giorno e notte, ove necessario, anche coinvolgendo l’Autorità di sistema portuale del Mar Ionio e Istituzioni locali per completare tali valutazioni e consentire di soddisfare
la scadenza dell’inizio di luglio per la riattivazione seppur graduale dell’infrastruttura, anche agevolando i percorsi burocratici ineludibili e compatibilmente con le attività di re-vamping dei mezzi e delle infrastrutture portuali e con i programmi di riconsegna graduale degli stessi alla San Cataldo Container Terminal. Questo per far sì che questa nuova possibilità di rilancio del nostro territorio, nella quale in pochi altri insieme alle organizzazioni sindacali ed alla Autorità di Sistema Portuale confidavano, diventi finalmente una storia di riscatto e successo per i lavoratori portuali e per la città di Taranto”.

Insomma, sembrano diradarsi le nubi scure che per mesi avevano oscurato le possibilità di ripresa dei traffici container da Taranto nel breve periodo a causa della pandemia. “Seppur confortati dalle dichiarazioni dell’operatore turco Yilport – aggiungono De Ponzio, Sasso e Fiorino – che durante la fase più dura della pandemia aveva confermato la volontà di investire nel Terminal Container di Taranto, si aveva piena coscienza di come, il ritardo causato agli interventi di revamping dei mezzi operativi e la riqualificazione delle infrastrutture portuali dal lock down, avrebbe avuto inevitabili conseguenze sulla data di start up. Per questo la richiesta giunta dalla San Cataldo Container Terminal della necessità di approntare e
condividere un piano industriale ed occupazionale di “emergenza” che consentisse uno start up veloce per il mese di luglio 2020 seppur in mancanza della operatività della maggior parte delle attrezzature e delle
infrastrutture portuali oggetto di riqualificazione, ha imposto tutti di mettere in campo un grosso impegno per far si di riaccendere quanto prima la “spia” del porto di Taranto nello scenario del Mediterraneo profondamente stravolto dalla crisi mondiale dello shipping conseguente alla stessa pandemia”.


Un impegno concretizzatosi, spiegano le tre federazioni dei trasporti “in una serie serrata di incontri con la direttrice generale Raffaella Del Prete
e con il management Turco teso alla condivisone delle linee guida principali di questo piano emergenziale e per la definizione di un più ampio e dettagliato piano industriale e occupazionale che traguardi la Società a rendere completamente operativo il Terminal ed appetibile ad una più ampia gamma di linee e Compagnie di navigazione per realizzare l’ambizioso progetto posto alla base del rilascio della Concessione demaniale marittima della durata di 49 anni”.

Un’attività che deve considerare le fortissime aspettative “dei quasi 500 lavoratori ex TCT collocati nella Taranto Port Workers Agency di ritrovare un lavoro stabile e duraturo avendo sofferto in questi lunghi 5 anni una serie indicibile di difficoltà”. Gli incontri si svolgono quasi ogni giorno. Lo stesso Robert Yildirim ha voluto partecipare ad una riunione su Taranto in video conferenza. “Da questi incontri abbastanza proficui – cocnludono i sindacati – sta venendo fuori quella che sarà l’impostazione iniziale delle attività che deve necessariamente poi sfociare un assetto definitivo che miri a rendere nuovamente il Molo Polisettoriale una infrastruttura altamente performante e produttiva per fornire quei livelli quantitativi e qualitativi di servizi portuali che consentano di accogliere ed operare quante più linee ed operatori marittimi possibili invertendo l’esperienza della mono committenza dell’era TCT che ha provocato i disastri che tutti conosciamo”.



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