Porto, intesa su Tct. Scongiurati 530 licenziamenti. Prorogata la cassa integrazione

Doppia tornata di incontri oggi a Roma sul porto di Taranto. In mattinata al ministero del Lavoro si è svolta una riunione incentrata sulla vertenza Taranto container terminal. 530 lavoratori della Tct sono in cassa integrazione a zero ore fino al prossimo 11 settembre. Sul tavolo l’ipotesi di trasformare la cigs in cassa in deroga per consentire la costituzione dell’Agenzia nazionale per la fornitura di lavoro portuale che si occuperà degli scali di Taranto, Gioia Tauro e Cagliari.  Ed è questo il contenuto dell’intesa siglata dalle parti. Gli ammortizzatori saranno prorogati per tutto il 2016, precisamente fino al 30 dicembre 2016 per accompagnare, a partire dal 2017, la progressiva ricollocazione dei lavoratori nelle nuove attività che si insedieranno sul molo polisettoriale. I costi dell’operazione saranno suddivisi tra Regione Puglia e ministero del Lavoro.


Alla prima parte dell’incontro al Ministero del Lavoro ha preso parte il sottosegretario alla Presidenza del consiglio Claudio De Vincenti che poco dopo ha abbandonato la riunione cui hanno partecipato i liquidatori della Tct, il sottosegretario al Lavoro Franca Biondelli, l’assessore regionale al Lavoro Leo Caroli, il commissario straordinario dell’Autorità portuale di Taranto Sergio Prete. Nel pomeriggio la discussione è proseguita a palazzo Chigi per il varo dell’Agenzia per il lavoro portuale.



Il documento dei sindacati
Sottoscritto, in data odierna, nella Sala Verde di Palazzo Chigi l’intesa istituzionale che individua il percorso di ricollocazione che accompagnerá i lavoratori del porto di Taranto, attualmente in Cassa Integrazione dopo la decisione di TCT di disimpegnarsi dalle attività di Trashipment. Questo accordo, frutto di un lavoro lungo e complesso, finalizzato a ricostruire una prospettiva occupazionale ai lavoratori dello scalo jonico, costituisce un traguardo importante nella definizione di una strategia che, nel giro di pochi anni, potrà accompagnare il processo di ripartenza delle attività di un Hub che ha rilevanza strategica per l’intero Paese.

Nello specifico viene costituita un’Agenzia pubblica che, attraverso le risorse che saranno individuate in Legge di Stabilità, si farà carico di assumere i lavoratori attualmente in Cassa. L’Agenzia avrà durata trentasei mesi, tempo valutato necessario per l’avvio di tutte le attività portuali, entro i quali i lavoratori verranno ricollocati. Nel frattempo gli stessi saranno coinvolti in un percorso di formazione e di riqualificazione professionale.

Come organizzazioni sindacali esprimiamo grande soddisfazione per il risultato raggiunto che, con il completamento delle opere infrastrutturali, consideriamo un passo decisivo verso il rilancio del porto di Taranto e più in generale per lo sviluppo economico, produttivo ed occupazionale del territorio.
L’intesa è stata raggiunta grazie all’impegno congiunto delle Istituzioni pubbliche, a partire dal Governo nazionale, i Ministeri del Lavoro, dello Sviluppo economico e delle Infrastrutture, la Regione Puglia e l’Autorità portuale. Il risultato premia la capacità dei lavoratori che, attraverso le loro rappresentanze sindacali, hanno difeso tenacemente i posti di lavoro.


Le Segreterie Confederali CGIL-CISL-UIL Taranto

 

 

 


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