PRECARIETA’ – Un ora di lavoro? Si compra al tabaccaio

Nella Fata Logistic di Grottaglie, azienda del Gruppo Finmeccanica ci sono più lavoratori interinali, cioè a chiamata con contratto a tempo determinato, che dipendenti assunti a tempo indeterminato, 56 a 46. E’ solo una delle tante storture di un mercato del lavoro sempre più destrutturato e selvaggio in cui un’ora di lavoro si acquista al tabaccaio per 10 euro. Si chiamano voucher e danno diritto a comprare un’ora di lavoro senza l’obbligo di contributi previdenziali e pensionistici. Il mercato dei vaucher è in continuo aumento. Un buco nero a “norma di legge” in cui il lavoro confina pericolosamente con lo sfruttamento. In Puglia, nell’ultimo anno, ne sono stati utilizzati sei milioni, in Italia 115 milioni.


NidilIn un mondo del lavoro profondamente cambiato, c’è bisogno di rimodulare anche i diritti. Questo il senso della “Carta dei diritti universali del lavoro” che la Cgil nazionale sta promuovendo in tutta Italia e che ieri è stata presentata a Taranto nel corso dell’iniziativa “Tutti sulla stessa barca” organizzata dal Nidil Cgil di Taranto in collaborazione con Spi, Flai e con la Camera del lavoro di Taranto. “Il lavoro in Italia non aumenta. C’è stata qualche stabilizzazione in più con la trasformazione di alcuni contratti a tempo indeterminato. Ma in Italia l’unica cosa in crescita è la precarietà. Destrutturando il lavoro non si crea più occupazione. Chi afferma il contrario diffonde dati illusori che offendono chi quotidianamente vive il dramma della disoccupazione”. Lo ha detto Gianni Forte, segretario generale della Cgil Puglia intervenendo all’iniziativa.

La Carta dei diritti universali del lavoro è la nuova versione dello Statuto dei Lavoratori. Il documento è composto da 97 articoli e dopo una consultazione interna tra gli iscritti della Cgil, diventerà una proposta di legge popolare che intende normare i diritti definendoli in maniera universale a prescindere dalla tipologia del rapporto di lavoro. “Con la nostra iniziativa – ha spiegato Lucia La Penna, segretario generale del Nidil di Taranto e artefice dell’iniziativa – vogliamo mettere insieme generazioni e mondi diversi, contrariamente a quanti vogliono parcellizzare e rendere più deboli i lavoratori”.



Secondo il segretario generale della Cgil di Taranto, Giuseppe Massafra “ci troviamo in una realtà profondamente mutata rispetto agli Settanta per cui la proposta della Cgil non è un ritorno al passato cioè a quello Statuto dei lavoratori che fu concepito in quel periodo, ma è uno strumento del tutto nuovo, una proposta di legge di rango costituzionale che si misura con i cambiamenti intervenuti nel mondo del lavoro in cui, purtroppo, sono fortemente presenti discriminazioni e sfruttamento”. La precarietà riguarda tutte le generazioni. Lo ha ricordato Giovanni Angelini, segretario generale dello Spi Cgil di Taranto. “I pensionati vogliono essere protagonisti del cambiamento – ha affermato – perchè il nostro sogno di una società più giusta si è infranto contro lo scippo dei diritti avvenuto in questi anni”.

Nidil2Fortemente simbolica la location di “Tutti sulla stessa barca” svoltasi sulla pensilina liberty, in riva al Mar Piccolo “perchè il mare è una risorsa che deve tornare a produrre ricchezza”, hanno sottolineato Cosimo Bisignano ed Emilio Palumbo rappresentanti della cooperativa Stella Maris e di Agci Pesca.
Al termine della manifestazione sono state lanciate in aria lanterne bianche, verdi e arancio per simboleggiare messaggi di crescita, di cambiamento e di giustizia.


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