Quali criteri per le assunzioni? ArcelorMittal finisce in Tribunale a Taranto

Quali criteri per le assunzioni? ArcelorMittal finisce in Tribunale a Taranto

Per ArcelorMittal Italia è stata la prima volta al Tribunale di Taranto. A portare i nuovi proprietari del centro siderurgico a palazzo di giustizia, è stato l’Usb con un ricorso dinanzi al giudice del lavoro per violazione dell’art. 28 dello Statuto dei lavoratori (comportamento antisindacale). La vicenda, esaminata dal giudice De Napoli riguarda la presunta violazione dell’intesa del 6 settembre 2018 con riferimento ai criteri di selezione del personale collocato in cassa integrazione e rimasto in forza a Ilva in amministrazione straordinaria.


Alla prima udienza hanno assistito, tra gli altri, il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e l’assessore allo Sviluppo economico Mino Borraccino. Presenti anche i vertici nazionali dell’Usb. Dopo aver ascoltato alcuni testimoni ed esaminato i documenti esibiti dalle parti in causa, il giudice ha rinviato l’udienza al prossimo 19 marzo. E’ stato interrogato in qualità di testimone anche Francesco Rizzo, coordinatore provinciale dell’Usb e promotore dell’iniziativa.



“Siamo soddisfatti – dice Rizzo – perchè abbiamo portato le evidenze documentali che attestano una serie di incongruenze nell’applicazione dell’accordo di settembre. Inoltre è importante il supporto istituzionale della Regione Puglia“. Nel merito del contenzioso legale, l’avvocato Mario Soggia che assiste Usb ritiene che “non sono mai stati comunicati dei criteri di scelta specifici, come previsto dall’accordo sindacale sottoscritto a Roma il 6 settembre scorso. Ad ogni buon conto, quando è stata data l’informativa da parte dell’azienda riguardo alle scelte fatte, si è trattato di notizie generiche ed assolutamente inidonee ad un consapevole e trasparente confronto sindacale. L’azienda non ha mai prodotto alcun verbale, nessuna graduatoria o classificazione del personale o documento a riguardo, pur dichiarando di aver rispettato ogni criterio di selezione del personale assunto”.

“Oggi abbiamo testimoniato – aggiunge il coordinatore nazionale Usb Sergio Bellavita – che l’azienda non solo non ha nessuna prova documentale in merito alle informazioni sulla scelta dei lavoratori, ma che ha voluto gestire questa fase di transizione in modalità unilaterale in spergio dell’accordo e delle risorse pubbliche. Confidiamo che il giudice recepisca la nostra denuncia”.

Di tutt’altro avviso la posizione di ArcelorMittal Italia che “ha confermato e documentato – si legge in una nota stampa dell’azienda – di aver avuto un intenso e costante confronto con le organizzazioni sindacali per tutta la fase precedente e attuativa dell’accordo sindacale e sino alla conclusione del cosiddetto periodo transitorio (dal 1° novembre 2018 al 31 gennaio 2019)”.


“Nel rispetto dell’accordo sindacale, ArcelorMittal Italia  – prosegue il documento – ha sempre perseguito un’intensa attività di condivisione della futura struttura organizzativa della Società, definita anche in ragione ed a seguito dell’individuazione degli impegni occupazionali assunti in sede di accordo. Nel quadro di un costante dialogo tra le parti, ArcelorMittal Italia ha manifestato piena disponibilità all’esame, verifica nonché rettifica di eventuali presunte anomalie riscontrate da parte sindacale nel processo di selezione, così come la possibilità di accedere ad ulteriori informazioni di dettaglio, se richieste”.

Infine l’azienda siderurgica “consapevole che la trasparenza rappresenta lo strumento migliore per costruire fiducia e comprensione, ribadisce che, come sempre, il proprio impegno è stato quello di perseguire un atteggiamento di piena collaborazione con tutti i soggetti coinvolti”.


Annunci

Dove andare a Taranto

Tarentum, la nuova stagione
from to