Raccomar: Operatori locali esclusi dal porto di Taranto, ancora una volta colonizzati

Raccomar: Operatori locali esclusi dal porto di Taranto, ancora una volta colonizzati

Il porto di Taranto, faticosamente, sta per riprendere le attività, ma gli operatori locali del settore rischiano di restare esclusi dalla fase di rilancio. E’ questo, in sintesi, il senso della lettera aperta degli Agenti Raccomandatari Marittimi di Taranto – Raccomar.


L’istanza è rivolta “in particolare – si legge nel documento inviato alla stampa – al presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, al prefetto di Taranto, al presidente della Regione Puglia, all’assessore allo
Sviluppo Economico della Regione Puglia, al sindaco di Taranto, al presidente della Provincia di Taranto, al presidente della Camera di Commercio di Taranto, ai parlamentari della provincia ionica, al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri”.



Cosa chiedono? “I Raccomandatari Marittimi del Porto di Taranto – prosegue la lettera aperta – in questi anni hanno sempre profuso il proprio impegno e dato supporto a tutte le attività poste in essere da questa Autorità di Sistema Portuale: la trasformazione del Porto di Taranto, infatti, rappresenta un valore aggiunto per le nostre attività, dilaniate da anni di sofferenze economiche, penuria di banchine e da un generale calo dei traffici. Ora che i massicci investimenti infrastrutturali del Porto possono creare valore per gli operatori tarantini e finalmente si scorge una ripresa dei traffici assistiamo, nostro malgrado, a un film già visto: operatori di altre città pronti a raccogliere i frutti del lavoro e dei sacrifici della comunità portuale senza che i locali vengano minimamente coinvolti in alcun modo”.

Raccomar denuncia: “estromessi, di fatto, nel nostro Porto in una logica coloniale che si ripropone sempre uguale. Non possiamo assistere inermi a un pericoloso ritorno al passato. Ci aspettiamo la massima attenzione da parte di tutte le Istituzioni, che qui invochiamo, affinché non venga svilita e umiliata la professionalità dei Raccomandatari Marittimi tarantini, anima propulsore delle attività portuali”.


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