Referendum 17 aprile, il Pd chiede di non andare al voto: i seggi vuoti piacciono

Il Governo ha evitato che si votasse contro le trivelle in mare in concomitanza con le amministrative: troppo rischioso, il quorum sarebbe stato probabile. Poco fa, dai canali della TV di Stato, il sottosegretario al Lavoro – Teresa Bellanova – a nome del PD ha chiesto agli italiani di ‘non avvalorare questo referendum’. Dunque, il Pd non si schiera per il NO: preferisce costruire l’astensione!


Evidentemente è un vizio, ormai, quello di desertificare le urne. Il crescente astensionismo comincia a piacere a chi Governa. Piace il Parlamento dei nominati. Piace la Provincia degli eletti fra gli eletti nei Consigli comunali. Piace il Senato composto dai consiglieri regionali. La casta si riavvia e si alimenta riavviandosi. Uno scambio di poltrone continuo, una porta girevole dalla quale chi entra e chi esce ha sempre da guadagnarci in termini di potere. Senza consenso reale.  C’è poi un fronte peggiore, quello dei soldati Pd che, obbedendo ai generali. dicono stonando in coro: questo referendum è inutile e costoso. Peccato che il loro vecchio padre saggio, Romano Prodi, ritenga che questo referendum sia invece un ‘suicidio per l’Italia se vincesse il Si’. Dunque, non sarebbe inutile se a suicidarsi fosse il Paese che ha deciso di distruggere senza limiti di tempo il proprio mare. L’ex presidente dell’Iri ha una sua visione ma quantomeno la esprime. Poi c’è Bersani, che dice di voler andare a votare ma non dice cosa. E’ la sinistra Pd che non ha ancora deciso se morire appesa al cappio di Renzi o sopravvivere in attesa che il cappio si spezzi. Tirando comunque sino al 2018. Hanno famiglia anche loro.



P.s. Referendum costoso, vero. Accorpandolo alle amministrative, si sarebbe infatti risparmiato. Ma non conveniva rischiare di raggiungere sicuramente il quorum. Per il Governo e le consorelle petrolifere sarebbe stato un prezzo troppo alto.


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