Renzi “stregato” dal porto di Taranto. Ok alla riforma Delrio. Prete in pole position

    Finalmente si è conclusa la lunga gestazione della riforma del sistema portuale. Le vecchie “Autorità portuali” varate nel 1994 scompaiono per fare posto a 15 Autorità di sistema portuale. Un cambiamento che non è solo formale, ma sostanziale. L’ultimo ok è giunto dal Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione Maria Anna Madia e del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Graziano Delrio.


    “Le azioni previste dal decreto – ha commentato il Ministro Delrio – consentiranno ai porti italiani di diventare un sistema più capace di creare occupazione e sviluppo economico. Azioni nel segno di una forte semplificazione ed efficienza, con gli sportelli unici amministrativo e doganale, e nel segno di una nuova governance con 57 porti di rilievo nazionale coordinati da 15 Autorità di sistema portuale che, sul modello dei maggiori porti europei, verranno guidati da un board snello e da un presidente con ampia facoltà decisionale”. Prevista inoltre, ha continuato il Ministro Delrio, “una forte centralizzazione delle scelte strategiche, che eviti la competizione tra porti vicini, e stimoli invece la cooperazione affinché i porti italiani si collochino in un asse europeo”. Quindi una riorganizzazione che porterà “efficacia al Sistema Paese, con l’Italia che interpreta pienamente la sua geografia come molo a Sud dell’Europa, al centro del Mediterraneo”.



    Taranto è una delle due Autorità previste in Puglia (Mar Ionio), l’altra è Bari che abbraccerà sotto la sua giurisdizione tutti gli scali che affacciano sull’Adriatico. Per il momento, quindi, nessun accorpamento con Brindisi, nonostante gli appelli rivolti dai due sindaci al ministro Delrio. La riforma prevede una clausola attraverso la quale i porti possono chiedere (su istanza della Regione) di passare da un’Autorità all’altra. Ma per la sua attuazione bisognerà attendere la stesura del regolamento. Argomento accantonato, per ora.

    L’ok alla riforma apre ora, ufficialmente, la corsa alle 15 presidenze nuove di zecca. Molti porti, tra cui Taranto, sono commissariati. Ma si tratta di nomine effettuate dallo stesso ministero con il vecchio ordinamento. Secondo una linea interpretativa potrebbe rendersi necessario azzerare il quadro e procedere a nuovi commissariamenti che traghetteranno alle presidenze vere e proprie. Considerata l’imminente pausa estiva, realisticamente la partita sulle presidenze dovrebbe slittare a settembre. Una partita che è prevalentemente nelle mani del ministro che, d’intesa con le Regioni, procede alla nomina.

    A Taranto, Sergio Prete sembra in pole position. Ieri ha incassato ringraziamenti e riconoscimenti dal Governo e dalla Regione. I progressi del porto di Taranto sono stati l’unico tema che ha messo d’accordo Renzi ed Emiliano. Prete, ci scherza su, sornione. “Ovviamente mi fa piacere – dice a La Ringhiera – e sono contento che venga riconosciuto il lavoro che non è solo mio, ma di tutta l’autorità portuale. Ma da qui a pensare ad altro è prematuro. Non nego, però, che se ci saranno sviluppi positivi, ne sarò felice”.


    Un clima sereno e cordiale, diverso dalle tensioni che hanno accompagnato la visita del premier a Taranto, ha  caratterizzato il sopralluogo al porto. A testimoniarlo è lo stesso presidente del consiglio con un post sulla sua pagina Facebook corredato da eloquenti fotografie (che pubblichiamo). “Al porto di Taranto finalmente si fa sul serio – scrive Renzi – facile parlare di infrastrutture e sviluppo e poi non fare niente: i territori non si cambiano con le chiacchiere. Ripartiti i lavori al porto. E dal maggio 2017 inizieranno a arrivare le prime crociere, con destinazione città vecchia e museo archeologico. Le cose si cambiano giorno dopo giorno, con sudore e fatica, non con i proclami. ‪#‎italiariparte”.

    “E’ stato  un incontro molto cordiale – conferma Prete – abbiamo visitato la piastra logistica e poi il molo polisettoriale su cui si è svolta una informale cerimonia di consegna dei primi 600 metri di banchina su cui sono stati ultimati i lavori di consolidamento e adeguamento”. Renzi e il ministro Delrio hanno ‬simbolicamente slegato il nastro dell’ultima bitta del primo lotto. Ma i lavori al porto non si fermano. “Sono già cominciati – spiega il commissario Prete – gli interventi sul secondo lotto che l’impresa costruttrice si è impegnata ad ultimare entro gennaio del 2017”. L’opera è affidata al Raggruppamento temporaneo di imprese di cui fanno parte la RCM di Sarno (Salerno) e l’Ottomano di Taranto.

    Sulla banchina dovranno ora essere traslate le gru rimosse per consentire i lavori e poi, finalmente, potranno insediarsi i nuovi operatori. Quali? “Il Consorzio che ha avanzato la sua proposta – spiega Prete – dovrà superare l’esame della Commissione finale. Poi, comunque, ci sono altri operatori interessati a Taranto, ma ne discuteremo al momento giusto. Da settembre, comunque, partirà una campagna di marketing spinta, d’intesa e con il sostegno del Governo, per affermare la centralità del porto di Taranto nel Mediterraneo”.

     

     


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