RISTRUTTURAZIONE ARSENALE

RISTRUTTURAZIONE ARSENALE
IN DUE ANNI “SPARITI” QUASI 20 MILIONI DI EURO

Un tempo, ma molto lontano, a Taranto ci si lamentava per la latitanza, così si diceva, del Governo. Da un po’ di anni non è più così. Primi ministri, ministri semplici, commissari, emissari con ampi poteri, presidiano il capoluogo ionico, insediano tavoli, tavolini e buffet assortiti; convocano vertici, summit, riunioni a porte chiuse. Il Parlamento legifera per salvare questo o quell’altro e sul red carpet dei “palazzi” cittadini si proclama di tutto.
L’ultima visita, in ordine di tempo, è quella della ministra della Difesa, Roberta Pinotti. Con piglio marziale e nemmeno un capello fuori posto, ha scandito chiare parole sul futuro di truppe, graduati, alti ufficiali, personale civile e aspiranti tali. I soliti maligni sono serviti: l’Arsenale non sarà privatizzato, ha detto perentoria la ministra. Nelle casse dello Stato, però, non ci sono i 36 milioni necessari per completare il piano Brin per il quale sono stati già spesi 70 milioni di euro.
La Ringhiera ha effettuato qualche ricerca sulle somme stanziate per il Piano Brin ed ha trovato cifre difformi rispetto a quanto detto ieri dal ministro della Difesa. Rispondendo ad un’interrogazione dell’on. Donatella Duranti (Sel), il sottosegretario Gioacchino Alfano, l’11 luglio del 2013, affermava che “con particolare riferimento all’Arsenale di Taranto, di cui più volte è stato ribadito il ruolo centrale che riveste, sia come sede di stazionamento della Squadra Navale che come polo di manutenzione e sostegno delle Unità, faccio presente che, per quanto riguarda il Piano Brin, fino al 2012 sono stati erogati finanziamenti pari a 75,68 milioni di euro (40 per cento di quanto complessivamente impegnato sul piano Brin), mentre per il 2013 sono stati previsti finanziamenti per 11,15 milioni di euro e, fino al 2018, sono stati programmati lavori per 40 milioni di euro circa”.
Riepilogando, Pinotti dice: 70 milioni già spesi più 36 da reperire, uguale 106 milioni di euro. Alfano due anni fa diceva: 75 erogati, 11 previsti e 40 fino al 2018 per un totale di 126 milioni di euro.
La vicenda, quindi, presenta almeno tre elementi di negatività: in primo luogo sembrerebbe che strada facendo si siano persi circa 20 milioni di euro di stanziamenti previsti almeno sulla carta; in secondo luogo le parole della Pinotti non confortano sulla certezza di completare il piano Brin con il rischio di vedere vanificati i 70 o 75 milioni di euro già spesi; in terzo luogo, al di là delle rassicurazioni sulla “non-privatizzazione”, si sta progressivamente svuotando la capacità manutentiva dell’Arsenale di Taranto rispetto alle navi di nuova generazione con grave incertezza sul futuro della struttura.
E’ bene ricordare, infine, che prima del varo degli interventi di ammodernamento e di ristrutturazione, l’Arsenale MM è stato oggetto di un’inchiesta dei magistrati tarantini. Tra i secolari viali alberati ed i capannoni degli stabilimenti navali, furono scoperte gravissime violazioni delle più elementari norme di sicurezza sul lavoro.
Questa vicenda ricorda un’altra storia di sequestri e decreti legge che va avanti ancora oggi. La storia si ripete, e pure le fregature! (m. tur.)



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