Salute e inquinamento a Taranto, i dati in un nuovo studio

L’inquinamento incide sullo stato di salute, tanto più in territori in cui è forte la presenza di insediamenti industriali ad elevato impatto ambientale come siderurgia, raffinazione del petrolio, cementifici, inceneritori. Le perizie medico-epidemiologiche di “Ambiente svenduto” e lo studio Sentieri del Ministero della Salute hanno certificato la relazione tra inquinamento, malattie e morte.


Un ulteriore elemento in tal senso arriva dallo Studio sullo stato di salute delle persone residenti nei comuni di Taranto, Massafra e Statte. La ricerca è stata realizzata nell’ambito delle attività del Centro Salute ed Ambiente della Regione Puglia, in collaborazione con il Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale del Lazio, della ASL di Taranto, di ARPA Puglia e di AReS Puglia. Come è noto, l’area a rischio ambientale, da anni è oggetto di attenzione per le possibili ripercussioni sulla salute della popolazione delle emissioni ambientali derivanti dagli impianti industriali presenti, in particolare dell’impianto siderurgico dell’Ilva.



Lo studio sarà presentato il 3 ottobre 2016 a Bari. All’incontro interverranno il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, il direttore del Dipartimento Promozione della Salute Giovanni Gorgoni, il commissario AReS Giancarlo Ruscitti, il dirigente del Dipartimento di epidemiologia Regione Lazio Francesco Forastiere.

PEACELINK, 1340 ANNI DI VITA PERSI A TARANTO

Intanto, proprio della salute dei tarantini si è occupata di recente PeaceLink. Alessandro Marescotti e Fulvia Gravame hanno presentato i dati di una ricerca del dottor Stefano Cervellera che ha elaborato i dati di mortalità della città di Taranto calcolando gli anni di vita persi. E’ una metodologia di analisi innovativa che consente di valutare lo stato di sofferenza sanitaria di Taranto attraverso il raffronto fra la “speranza di vita” della città con la provincia e la regione.


Le conclusioni mettono i brividi. Lo studio mette in evidenza, attraverso il confronto fra le speranze di vita, alcuni dati drammatici e inequivocabili:  a Taranto si perdono 937 anni di vita in media ogni anno facendo un raffronto con la provincia che diventano 1340 anni di vita persi ogni anno facendo un raffronto con la regione. A Taranto si perdono 2665 anni di vita in media ogni anno facendo un raffronto con la provincia della Regione che ha la più alta speranza di vita (in genere è Bari la provincia con la migliore speranza di vita).

Disaggregando per maschi e femmine emerge che a Taranto sono gli uomini che perdono più anni di vita. In particolare ogni anno gli uomini a Taranto perdono 657 anni di vita rispetto alla media provinciale, 912 anni di vita rispetto alla media regionale e 1419 anni di vita rispetto alla provincia con più elevata speranza di vita. Le donne, invece, perdono ogni anno 280 anni di vita rispetto alla provincia di Taranto, 428 rispetto alla media regionale e 1246 anni rispetto alla speranza di vita della migliore provincia.

“A Taranto città – spiega PeaceLink – ci sono circa 2000 decessi ogni anno e la durata della vita risulta mediamente inferiore a quella della provincia e della regione. Questa ricerca ha puntato a contare quanti anni di vita vengono mediamente sottratti alle persone anche a causa delle note situazioni di inquinamento ambientale che generano situazioni di criticità sanitaria a volte palesi e a volte invisibili”. Da qui la richiesta dell’associazione ambientalista di istituire a Taranto un Osservatorio della Mortalità in real time. “Tale Osservatorio – sottolinea PeaceLink – non è stato approvato dal Sindaco di Taranto pur essendo arrivata in giunta la bozza di delibera”.


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