“Salvate il Paisiello”. L’appello del direttore Maggi

“Salvate il Paisiello”. L’appello del direttore Maggi

L’Istituto Musicale Paisiello di Taranto rischia di non concludere il percorso di “statizzazione”, cioè il passaggio sotto la gestione del Miur (Ministero dell’istruzione, dell’università e delle ricerca) deciso con la legge 96. Il glorioso conservatorio, che nel 2019 festeggia 90 anni, attraversa una crisi di liquidità che ne mette in discussione la sopravvivenza.


Paradosso, dramma, beffa. La vicenda può essere definita in tanti modi. Sicuramente amara è la realtà di 56 docenti, più sei tra impiegati e uscieri, che da due mesi sono senza stipendio ma assicurano regolarmente la frequenza, le lezioni e gli esami a 600 studenti, provenienti da tutta la Puglia, da fuori regione e persino dalla Cina. Un’eccellenza che rischia di essere cancellata per una questione poco più che burocratica.



Fino al 2017 la Provincia è stato l’unico Ente pubblico erogatore del Paisiello. Poi è intervenuta la legge Delrio. In questi due anni l’istituto musicale si è mantenuto con i contributi erogati dal Miur in attesa della statizzazione, un processo rivelatosi più lungo del previsto, che dovrebbe concludersi a luglio del 2020. Due giorni fa è stato finalmente pubblicato il primo dei tre decreti di attuazione (lo pubblichiamo integralmente in coda all’articolo, ndr). Un provvedimento importante perchè disciplina la procedura, coinvolge gli Enti Locali nel processo di statizzazione e fissa una clausola di salvaguardia per il personale docente assunto a tempo indeterminato nel caso l’istruttoria dovesse concludersi in modo non positivo.

“Non è il caso del Paisiello – ci spiega il direttore del Conservatorio Gabriele Maggi – perchè il nostro Istituto, oltre ad essere uno dei più grandi dei 18 interessati alla statizzazione in tutta Italia, è uno dei pochi, forse, l’unico ad avere tutti i requisiti. Il nostro problema è la liquidità di cassa perchè i fondi del Miur vengono erogati con una cadenza molto dilatata: siamo in attesa del saldo 2018. I fondi ci sono: 28 milioni per il 2019, 55 per il 2020, però arrivano col contagocce. Finora siamo riusciti a tirare avanti garzie alle economie di cassa, ma adesso siamo in fortissima difficoltà”.

I costi mensili del Paisiello si aggirano intorno ai 250mila euro (tra personale e spese di gestione). “E’ pochissimo – aggiunge il direttore – mediamente un conservatorio come quello di Taranto costa tra i 4 ed i 5 milioni di euro all’anno. Basti pensare che a Monopoli per 800 studenti ci sono 150 docenti”.


La soluzione c’è ed è a portata di mano. “L’abbiamo proposta al presidente Giovanni Gugliotti, dopo l’assemblea dei docenti del 22 marzo. La Provincia dovrebbe anticipare le somme che percepiamo dal Miur e poi intascare il contributo direttamente dal Ministero. Il presidente ha dichiarato la sua disponibilità a patto di ricevere rassicurazioni dal Miur sull’operazione. A nostro avviso, il decreto attuativo emanato due giorni fa dovrebbe mettere tutti d’accordo. In ogni caso, faccio  appello a tutti gli enti locali del territorio: fate qualcosa: salvate il Paisiello”.

Decreto Paisiello


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