Sanremo, vince “Re Giorgio”

Re Giorgio ha colpito ancora. Non avevo il minimo dubbio che avremmo respirato, nuovamente, eleganza e bellezza con le creazioni di Giorgio Armani. Lo si è capito subito, sin dalla prima uscita di Michelle Hunzinker, che il vero stile avrebbe dominato. L’abito dorato dalla linea scivolata e quel meraviglioso, incantevole vestito nero scintillante, con giacchino, indossato per chiudere il Festival hanno letteralmente spaccato!


Michelle Hunzinker, durante questo Festival, ha dimostrato, con grande naturalezza, che si può essere belle e femminili vestendosi di raffinatezza ed ironia. Ci è piaciuta, ma tanto! Come ci ha conquistati anche la super ospite Laura Pausini in un abito nero fasciante, sempre Armani Privè, mentre duetta con Il padrone di casa, cantando Avrai, e mentre sfida il freddo per cantare tra i ragazzi appostati fuori dall’Ariston! La rete è letteralmente impazzita per lei!



Sul versante femminile, l’ultima serata non ha segnato grandi guizzi di bellezza. Sono sincera: mi sarei aspettata molto, molto di più. Bella nella sua anticonvenzionalità la cantante Nina Zilli in Westwood. Il suo look ricorda lo stile Maria Antonietta. Carine Noemi in La Jolie Fille e Annalisa in DSquared2. Costante Ornella Vanoni, che cambia solo colore, ma non abito. Assolutamente inguardabile, e non credo di doverne spiegare il motivo, la Clerici in Coveri. Mi domando solo il perché.
Discreta e riservata, come sempre, Fiorella Mannoia.

Mi hanno, al contrario, sorpreso alcuni signori uomini. Ribadisco alcuni, non tutti. Aboliamo subito il rosso ed il bianco e iniziamo con il dire che Baglioni, con il suo ultimo tuxedo con farfallino, era veramente giusto, che finalmente Caccamo in Tod’s e Rubino in Missoni indossavano completi adeguati alla serata. Ci sono volute ben cinque serate per verderli vestiti come si deve. Meglio tardi che mai!

Ho apprezzato molto il look di Diodato che, ribadisco, trovo veramente carinissimo. Sarò anche banale e ripetitiva, ma questo talento tarantino è stato una piacevole sorpresa per me. Molto piacevole. Mi piace! Nessuna sorpresa, invece, da parte di Pierfrancesco Favino che indossa, ancora, l’alta sartoria italiana firmata Ermenegildo Zegna e che si conferma il più cool di questo 68esimo Festival. Un concentrato di fascino, talento e stile. Ad avercene!! Straordinario durante il suo monologo sul dramma dell’immigrazione.


Solo verso la fine della serata abbiamo apprezzato e ammirato un bellissimo Edoardo Leo, peccato averlo avuto solo per il DopoFestival. Non pervenuti all’appello Francesco Renga e Nek. Inaspettatamente giusto Max Pezzali. Non mi rimane che chiudere con il duo vincitore del Festival! Che dire? Ermal Meta e Moro di certo non sono l’esempio di ciò che si chiama stile, ma diciamo che ieri sera non avevano le maniche alzate sino ai gomiti (e già questa cosa rappresenta un bel passo avanti) e poi erano in armonia tra loro con i colori ed il genere. Ecco, se vogliamo trovare un lato positivo possiamo dire che non sono mai stati disamornici nello loro scelte. Ricordate: Ricordate: Lo stile è l’abito dei pensieri e un pensiero ben vestito, come un uomo ben vestito, si presenta molto meglio” (Lord Chesterfield). Follow me.
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