“Sarah”, in un libro nuove rivelazioni sul caso Scazzi. La lettera di Valentina Misseri

“Sarah”, in un libro nuove rivelazioni sul caso Scazzi. La lettera di Valentina Misseri

Sono passati dieci anni da quando Sarah Scazzi scomparve ad Avetrana. Dieci anni durante i quali al processo nelle aule dei tribunali si è affiancato anche un processo che si è tenuto, con cadenza quotidiana, sulle pagine dei quotidiani e in diretta televisiva.


In carcere sono finiti tutti i protagonisti di questa triste vicenda – Sabrina Misseri e Cosima Serrano all’ergastolo, Michele Misseri per soppressione di cadavere -, ma adesso un libro promette inquietanti rivelazioni che puntano a riaprire il caso. A firmarlo sono la scrittrice tarantina Flavia Piccinni (già autrice di Bellissime, da cui è stato tratto il documentario in onda su Netflix) e il giornalista Carmine Gazzanni.



I due scrissero insieme due anni fa “Nella Setta” (Fandango), che diede adito a due proposte di legge e a un’inchiesta della polizia sulla misteriosa organizzazione settaria dell’Archeosofia. Adesso in “Sarah” (Fandango, pp. 300) la triste vicenda viene sviscerata con dovizia di particolari, e Michele Misseri torna a farsi sentire affidando agli autori un lungo e
inedito testo in cui ripercorre tutta la sua vita e torna a dirsi colpevole.

“Abbiamo fatto – spiegano Piccinni e Gazzanni – ricerche investigative sul campo, ma anche studiato tutti i documenti senza alcun tipo di pregiudizio. Ci siamo resi conto di incredibili buchi neri. E siamo stati costretti a domandarci se veramente Sabrina Misseri e Cosima Serrano siano state condannate oltre ogni ragionevole dubbio. A chi vorrà leggere la
possibilità di farsi un’opinione”. Dunque l’appuntamento è in libreria con “Sarah” in uscita oggi. Se volete conoscere altri particolari sul libro e sui suoi contenuti inediti, seguite la pagina de laRinghiera su Facebook. Intervisteremo i due autori in diretta streming.

Intanto, però, vi anticipiamo un documento esclusivo contenuto nel libro di Piccinni e Gazzanni. Si tratta dell’estratto della lettera di Valentina Misseri, sorella di Sabrina, a sua zia Concetta, la mamma della piccola Sarah. Un documento drammatico tra ricordi e confessioni che apre una serie di interrogativi ancora irrisolti. Ecco il testo.


ESTRATTO – LETTERA DI VALENTINA IN ESCLUSIVA PER IL LIBRO
Giugno 2020
Cara zia Concetta,
ho riflettuto a lungo se scriverti o meno questa lettera. Sono dieci anni
che penso tutti i giorni a noi, a Sarah, a te e alla mia famiglia. Siete il
mio primo pensiero della mattina, e l’ultimo della sera. Prima davo
per scontato molte cose, e ora che non ci sono più ho capito che niente
nella vita va considerato ovvio. Oggi mi mancano i pranzi a casa
nostra con il resto della famiglia, con zii e nipoti, con quelle tavolate che arrivavano fino a diciotto persone, e dove tra chiacchiere e risate
si faceva tarda sera. Ti ricordi che spesso ci vedevamo anche il giorno
dopo, per mangiare gli avanzi e continuare a scherzare? Forse l’hai

dimenticato, forse no. Io spero solo che siano ricordi belli anche per
te.

Nessuna madre merita di sopravvivere ai propri figli, e nessun essere
vivente merita di finire in carcere da innocente. Durante il periodo di
quarantena ho letto una tua intervista, non ricordo per quale testata,
ma ricordo bene una tua frase. Dicevi che avresti voluto incontrare
mamma e Sabrina. È tanto tempo che loro ti aspettano, e forse solo
guardandole negli occhi capirai che da dieci anni dicono la verità.
Forse non lo sai, ma nel corso del processo di primo grado hanno
cercato più volte il tuo sguardo. Tu però non ti sei mai girata verso di
loro. Anche per questo, oggi non riesco a fare a meno di continuare a
chiedermi: ma tu la verità la vuoi davvero? (…). La verità, zia
Concetta, è che le prove concrete portano tutte a mio padre (…). Per me è
difficile realizzare che quel padre, che ritenevo perfetto, è stato capace
di infliggerci un dolore simile. Eppure, so che questa è la verità. (…)
Zia Concetta, sono passati tanti anni e tu non hai mai dato una
possibilità a tua sorella e a tua nipote Sabrina. Fallo adesso, prima che
sia troppo tardi. Ti abbraccio,
Valentina Misseri


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