Scontro Renzi-Emiliano, volano milioni per Taranto… ma solo a parole

Volano milioni, anzi miliardi sulle teste dei tarantini. Tanto casino per 50 milioni sulla sanità? “Il Governo ha messo 1,6 miliardi su Taranto” dice Renzi da palazzo Chigi. “Presidente, rifacciamo i conti” gli fa eco prontamente Emiliano che annuncia per sabato prossimo, 4 dicembre, la sua presenza alla manifestazione dei Genitori tarantini sotto la sede del Governo. Genitori che prendono le distanze dal consigliere regionale Mazzarano il quale voleva unirsi alla protesta.


Intanto si infittisce il giallo sulla manina che ha cancellato l’emendamento dei 50 milioni. “Boccia lo ha dichiarato inammissibile” dice il premier. “Colpa di Palazzo Chigi”, replica il presidente della Commissione Bilancio. Insomma, il caso Taranto rischia di fare da detonatore alla guerra interna al Pd. Le chiacchiere stanno a zero e soldi non se ne vedono: nè per la sanità, nè per le bonifiche.



Una novità sul fronte della vendita Ilva. Gli indiani di Jindal South West (Jsw) entreranno nella cordata Acciaitalia insieme a Cassa Depositi e Prestiti, Arvedi e DelFin (la finanziaria del pugliese Leonardo Del Vecchio). Gli indiani (che hanno in pancia quote del gruppo giapponese Jfe steel corporation, quinto produttore al mondo) dovrebbero entrare nella new-co con una quota del 15-20%. Gli altri soci cederanno posizioni per consentire un sostanziale equilibrio tra la parte finanziaria (Cdp, DelFin) e quella industriale (Arvedi, Jsw). Il cammino per la cessione delle acciaierie è ancora lungo. I tempi per la valutazione dei piani ambientali sono scaduti (13 novembre), ma nulla si sa sulle decisioni del comitato di esperti. Secondo il Sole 24 Ore la validazione potrebbe arrivare tra gennaio e febbraio; l’iter per la vendita dovrebbe concludersi “auspicabilmente” nella prima metà del 2017.


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