Sostenibile, innovativo, competitivo, così il porto di Taranto diventa “6.0”

Sostenibile, innovativo, competitivo, così il porto di Taranto diventa “6.0”

Il porto di Taranto guarda al futuro e lancia il modello “6.0” incentrato su una serie di obiettivi prioritari: innovazione, rapporto con il territorio, sostenibilità, competitività, responsabilità istituzionale. E’ questa la strategia contenuta nel Piano operativo triennale (Pot) 2020-2022, approvato nei giorni scorsi dal Comitato di gestione dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ionio.


L’implementazione degli obiettivi si svilupperà attraverso 20 azioni strategiche che andranno a tradurre e dare nuovo impulso alle diverse componenti portuali: da quella commerciale a quella logistica, da quella turistico – crocieristica a quella infrastrutturale e, non ultima, la componente industriale, all’insegna della sostenibilità economica ed ambientale.



Il documento è stato elaborato in collaborazione con SRM – Studi e Ricerche per il Mezzogiorno, che ha fornito supporto strategico e specializzato nell’analisi delle dinamiche economiche riguardanti il tema dei trasporti marittimi e logistico-portuali come descritte e approfondite nelle sezioni dedicate all’analisi dello scenario macroeconomico globale e nazionale.

“Gli obiettivi e le sfide lanciati per il nuovo triennio – afferma il Presidente dell’Autorità Sergio Prete – ambiscono a generare processi di innovazione e rigenerazione nei diversi ambiti che caratterizzano il sistema portuale di Taranto: dall’efficientamento energetico-ambientale al potenziamento della digitalizzazione dei processi e all’interoperabilità dei sistemi informativi; dalla valorizzazione della Zes (Zona economica speciale) e della Zfd (Zona franca doganale) alla operatività del terminal contenitori e della piattaforma logistica. La nuova programmazione intende, inoltre, dare nuovo impulso all’economia del territorio, sostenendo la vitalità delle realtà produttive esistenti ed emergenti e la più ampia interconnessione ed integrazione dell’ecosistema portuale, con l’obiettivo di generare nuovi modelli di business declinabili nella filosofia della ‘circular economy’, cioè in grado di sostenere la massima valorizzazione delle risorse marittime-portuali, industriali, intermodali, logistiche e turistiche”.

La redazione del Piano operativo triennale ha abbracciato una metodologia basata sul principio della partecipazione quale strumento di apertura e promozione di politiche inclusive in grado di favorire l’integrazione tra i piani di sviluppo e, nel contempo, la coesione tra stakeholder del porto di Taranto – il cluster portuale, gli Enti, le Istituzioni e il personale interno – al fine di accrescere il valore dell’accountability istituzionale puntando sulla sperimentazione di nuove metodologie di lavoro.


Il porto “modello 6.0” offre una chiave interpretativa delle attività che uno scalo moderno deve essere in grado di mettere in campo per favorire la crescita di un territorio e per dare valore aggiunto alle attività marittime e logistiche, al fine di migliorare il posizionamento strategico e la forza competitiva nello scenario globale del sistema portuale. E’ stata effettuata, inoltre, la rivisitazione della “Vision 2030 del Porto di Taranto” introdotta con il precedente Piano e oggi aggiornata nei contenuti e nella forma, al fine di presentare, in maniera chiara ed efficace gli elementi di competitività su cui la nuova programmazione è incentrata ed allineata con le prospettive di sviluppo del sistema portuale ionico.


Annunci

Dove andare a Taranto

Tarentum, la nuova stagione
from to
Scheduled