Tagli, investimenti, ambiente, ecco i piani per l’Ilva di Taranto

Domattina il ministro allo Sviluppo economico, Carlo Calenda incontrerà i sindacati per illustrare i piani industriali ed ambientali delle due cordate che si contendono l’Ilva. Una convocazione giunta in ritardo rispetto all’indicazione dei commissari Ilva (Gnudi, Carruba e Laghi) in favore di ArcelorMittal/Marcegaglia. La procedura non è chiusa, l’ultima parola spetta proprio al ministro che dovrà tenere conto della disponibilità al rilancio di 600 milioni annunciata da Jindal allo scopo di pareggiare l’offerta economica. A quel punto a fare la differenza sarebbero proprio i piani industriale ed ambientale.


La procedura, però, non ammette rilanci. Insomma, un bel rompicapo, anche perchè dai costi complessivi dell’operazione non si possono escludere quelli derivanti dall’eventuale ricorso ad ammortizzatori sociali in caso di riduzione degli attuali livelli occupazionali. Cosa accadrà? Ecco, intanto, in sintesi, i piani industriale ed ambientale dei due contendenti.



I PIANI AMBIENTALI

Am Investco (ArcelorMittal 85%, Marcegaglia 15%, Intesa San Paolo) – Il piano presentato è conforme al parere del Ministero dell’Ambiente. Gli interventi che implicano variazioni rispetto al DPCM 2014 di cui occorrerà presentare i progetti in sede di domanda di nuovo piano ambientale sono: confinamento parchi minori, installazione valvole equivalenti Proven per le batterie, miglioramento del sistema di aspirazione allo sfornamento coke, sistema alternativo all’impianto per il trattamento di scorie Bssf. Il termine per il completamento della copertura dei parchi primari è previsto per il 23 agosto 2023. Il tempo previsto da Ilva per il completamento del progetto già autorizzato e adottato da AM Investco è di 24 mesi.

Il termine effettivo di completamento di tutte le prescrizioni previsto è il 23 agosto 2023 cioè il termine ultimo dell’Aia 2012. Le variazioni rispetto al DPCM 2014 sono enunciate senza elementi utili per l’effettiva futura progettazione.
La conoscenza dei titoli autorizzativi necessari all’esercizio degli impianti è nulla. Sono previsti nuovi interventi eventualmente da aggiungere al piano ambientale quali: granulazione ghisa, revamping precipitatori elettrostatici, nuova macchina caricatrice coke, rimozione amianto. La maggior parte di questi interventi non è attuabile. L’impegno finanziario è commisurato alle attività da svolgere.  Alcune voci di investimento sono state ricomprese nel piano industriale (ad es. efficientamento energetico). E’ previsto un investimento in salute, sicurezza e ambiente pari a 25 M€. I finanziamenti richiesti riguardano la decontaminazione secondo i principi della confort letter della CE.


Acciaitalia (Jindal 35%, CdP 27,5%, Del Vecchio 27,5%, Arvedi 10%)- Il piano presentato è conforme al parere del Ministero dell’Ambiente. Gli interventi che implicano variazioni rispetto al DPCM 2014 di cui occorrerà presentare i progetti in sede di domanda di nuovo piano ambientale sono: copertura parchi primari, eventuale confinamento parchi minori, installazione valvole equivalenti Proven per le batterie, miglioramento del sistema di aspirazione allo sfornamento coke, sistema per filtro agglomerato (eventuale), sistema alternativo all’impianto per il trattamento di scorie Bssf. Il termine effettivo di completamento di tutte le prescrizioni (tranne il revamping di AFO 5) previsto è il 31 dicembre 2021. Sono proposte le linee guida dei futuri progetti relativi alle variazioni rispetto al DPCM 2014 e cioè: la copertura dei parchi primari, l’ eventuale confinamento parchi minori, il sistema SWGR per filtro agglomerato e il sistema alternativo all’impianto trattamento di scorie BSSF.

La progettualità rivela la conoscenza delle attività dello stabilimento Ilva. Sono chiaramente illustrate le motivazioni della richiesta di differimento del termine per la realizzazione degli interventi. Si dimostra una dettagliata conoscenza dei titoli autorizzativi necessari all’esercizio degli impianti. Sono previsti nuovi interventi eventualmente da aggiungere al piano ambientale quali: demolizione agglomerato 1, investimenti in Taranto Energia.  L’impegno finanziario è commisurato alle attività da svolgere. Per alcune attività, è ridotto rispetto ai preventivi di stabilimento (es. chiusura nastri, raccolta e trattamento acque meteoriche). Alcune voci di investimento sono state ricomprese nel piano industriale (ad es. AFO 5).
E’ previsto un investimento in salute, sicurezza e ambiente pari a 150 M€ . I finanziamenti richiesti riguardano la decontaminazione secondo i principi della confort letter della CE.

I PIANI INDUSTRIALI

Am Investco – Afo/2  è un punto critico del piano industriale della cordata. Nel 2018 l’impianto dovrà essere rifatto o sottoposto a cosiddetto life extension. Nel documento non sono evidenziati nè l’investimento per il rifacimento (115 milioni di euro), nè quelli per allungarne l’attività (15-20 milioni). Fare a meno di Afo/2 significa produrre due milioni di tonnellate in meno fino alla riapertura di Afo/5 (2023) e considerando un rapporto di 1000 unità lavorative per ogni milione di acciaio liquido prodotto, se ne ricava un esubero di circa duemila persone. Per il rifacimento di Afo/1 si prevede un investimento di 45 milioni ed una durata dell’intervento di tre anni. Un’indicazione che viene giudicata non coerente “in termini finanziari e temporali”. Sarebbe necessario un investimento doppio, 90 milioni ed un tempo dimezzato: un anno e mezzo. Anche questo, secondo la valutazione tecnica, potrebbe causare un esubero di 1800/2000 lavoratori. Dall’analisi degli investimenti, inoltre, non emergono risorse per i forni siviera delle acciaierie (circa 60 milioni). Uno scenario che viene definito “non è compatibile con i livelli di produzione di acciai di elevata qualità” previsti a Taranto e che fa pensare ad un’Ilva che dipende da bramme e coils di terzi. Non sono previsti investimenti per la riattivazione della linea di produzione dei tubi e anche questo potrebbe compromettere ulteriormente i livelli occupazionali.

Le tecnologie proposte per garantire un corretto margine di rispetto delle emissioni di inquinanti e di gas serra sono prevalentemente sperimentali o con un elevato dispendio energetico. AM Investco si concentra soprattutto sull’abbattimento dell’emissione di CO2, senza incidere significativamente sulla diminuzione di gran parte dei fattori inquinanti pericolosi e di allarme sanitario/sociale derivanti dall’uso del carbone. Interventi adeguati al Piano del Ministero dell’Ambiente ma mancanza di interventi migliorativi rispetto alle soglie massime previste.
Si fa affidamento su incasso dei certificati bianchi. Il documento non dedica alcuna attenzione all’interazione tra aspetti ambientali e gestione logistica delle bramme che devono arrivare a Taranto in assenza dell’acciaio prodotto internamente.

Acciaitalia
L’analisi degli investimenti produttivi relativi al sito di Taranto, la componente finanziaria e la scansione temporale degli interventi sono coerenti con quanto indicato nel documento. Corretta anche la pianificazione delle chiusure ed aperture degli altoforni (AFO2 e AFO5). Previsto l’utilizzo di preridotto. Afo/2 sarà sottoposto a life extension sino al 2022 quando verrà riattivato Afo/5 e si procederà al completo spegnimento di AFO/1, AFO/2, AFO/3. Un appunto dei commissari riguarda la tempistica di questa operazione ritenuta troppo stretta. Il documento evidenzia una valorizzazione delle linee produttive dell’Ilva con relativa analisi degli investimenti tecnici: potenziamento dei laminatoi, introduzione di un laminatoio a freddo per ogni acciaieria).

La cordata punta a livelli di garanzia ambientale elevata e basata su tecnologie in grado di migliorare la produttività e l’efficienza energetica. E’ prevista una configurazione ibrida: altoforni-convertitore e preriduttori-forni elettrici da cui emergono “la sostenibiltà industriale con uso del gas naturale e positivi riflessi sul piano delle emissioni ambientali”. Le tecnologie proposte sono consolidate in altri siti su scala industriale. I livelli occupazionali proposti nel piano industriale sono coerenti con la pianificazione temporale del rifacimento di AFO5, spegnimento AFO1 ed AFO2 ed introduzione del cosiddetto sistema ibrido.


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