Tap-NoTap, confronto senza sconti a Firenze

Tap-NoTap, confronto senza sconti a Firenze

Luigi Quaranta, capo ufficio stampa di Tap; Luca Pardi, ricercatore del Cnr e docente di Geografia dello Sviluppo della Scuola di Economia di Firenze (corso di studi Sviluppo Economico e Cooperazione); il direttore de La Ringhiera, Angelo Di Leo e in videoconferenza da Melendugno l’ingegner Alessandro Manuelli, (Commissione tecnica di Valutazione impatto ambientale – Comune di Melendugno) e Gianluca Maggiore (portavoce Comitato No-Tap).


Merito dell’Udu  aver messo uno di fronte all’altro (Tap e No tap) gli attori protagonisti di questa contesa aspra che sta segnando lo sbarco in terra di Puglia del Trans Adriatic Pipeline, il gasdotto che dall’Azerbajan dovrebbe portare ogni anno miliardi di metri cubi di gas in Europa, entrando dalla poerta salentina.



L’Unione degli Universitari  convoca tutti nell’aula 001 dell’edificio d5 del Polo delle Scienze Umane, cittadella nata dalla riqualificazione dell’ex area Fiat di Firenze. Siamo a Novoli, a due passi dall’avveniristico Palazzo della Giustizia costruito a Firenze nord.  Merito dell’Udu, si diceva, e dei suoi rappresentanti tra i quali alcuni pugliesi sensibili al tema e alle alle vicende tutte della loro terra. E poi bergamaschi, umbri, sardi, aretini, fiorentini e tanti, come ovvio che sia in una sede storica dell’università italiana, tanti ragazzi animati da passione sociale e curiosità di sapere.

uni firenze locandina 26 maggio 2017 uni firenze 3 uni firenze 2 dibattito foto

Il dibatito? Chiuso cosi come si era aperto. Diffidenza e distanza tra le parti avverse (Tap e No Tap parlano lingue inconciliabili e muovono da interessi diametralmente opposti). Nemmeno il brillante professor Pardi riesce a trovare una giusta linea di mediazione. Anzi, il suo prosupposto pro Poseidonia in chiave anti “interesse strategico”, nell’accezione più retorica e potente della formula, rimanda la platea alla realtà consolidata. Pardon, “al paradigna che si conferma”: la geopolitica muove le sue leve internazionali e transgovernative in barba al parere (spesso contrario) di chi vive ed opera sul territorio.

Accade da quando mondo è mondo. Le fonti energetiche non sono inesauribili ma esistono “fonti meno schifose di altre fonti”. Eh sì, il gas è tra queste. Ma perchè stuprare ancora una volta la Puglia? Non bastava Ilva, o l’Enichem che fu, non bastava Cerano, non bastava Tempa Rossa… ed è proprio in questo scenario che (oramai) anche un tubo dal diametro di una manciata di decimetri e penetrante per otto chilometri di terreno, dopo aver percorso l’inero Adriatico giungendo dall’Asia minore, diventa un nemico agli occhi dei pugliesi, stanchi di essere stazione d’appalto a prescindere, e un sacrilegio che si consuma tra gli ulivi da espiantare e il rischio ambientale da mettere in conto.


E si continua a ballare in Puglia…

 

 


Annunci

Dove andare a Taranto

Tarentum, la nuova stagione
from to
Scheduled