Taranto, anche nel 2015 rischio sanitario “non accettabile” al rione Tamburi

Taranto, anche nel 2015 rischio sanitario “non accettabile” al rione Tamburi

“La valutazione integrata di impatto ambiente e salute (VIIAS) ha confermato i risultati delle VDS (Valutazione del danno sanitario). Si stima un rischio non accettabile a Tamburi anche per lo scenario 2015, con una produzione di 4,7 milioni di tonnellate di acciaio, inferiore a quella autorizzata dall’AIA (8 milioni di tonnellate acciaio)”.


Le risultanze dello studio sono state pubblicate ieri sulla rivista “Epidemiologia e Prevenzione”, organo dell’Associazione italiana di Epidemiologia (in coda a questo articolo il link della versione scaricabile gratuitamente, ndr). L’obiettivo dello studio è quello di “stimare gli impatti ambientali e sanitari associati all’esposizione a PM2,5 originato dalle emissioni dell’ex ILVA di Taranto e della Centrale ENEL di Brindisi”. Sono stati presi in considerazione i “residenti nei 40 comuni del dominio della valutazione del danno sanitario (VDS) di Brindisi (fonte: Istat 2011) e residenti nei comuni di Taranto, Statte e Massafra (fonte: studio di coorte)”.



Gli esperti hanno esaminato i “decessi attribuibili all’esposizione
alle emissioni industriali per cause naturali, malattie cardiovascolari e respiratorie, tumore del polmone. Incremental lifetime cumulative risks (ILCR) per tumore del polmone (valore di riferimento per l’accettabilità del rischio: 1×10-4; 1 caso su 10.000)”. Dai risultati “si osserva una riduzione dell’impatto sanitario dallo scenario pre a quello post AIA sia a Taranto sia a Brindisi. A Taranto si osservano ILCR superiori a 1×10-4 nel 2010 e nel 2012; a Tamburi l’ ILCR è superiore a 1×10-4 anche per
lo scenario 2015. A Brindisi gli ILCR stimati sono compresi tra 1×10-6 e 4×10-5″.

Nelle due aree erano stati già condotti studi di coorte residenziale e la valutazione del danno sanitario (VDS), basata sul risk assessment (RA) tossicologico, aveva messo in evidenza un rischio cancerogeno superiore alla soglia di accettabilità di 1×10-4 (US-EPA) per lo scenario emissivo AIA
2012 dell’ex ILVA di Taranto; per la centrale di Brindisi la soglia risultava superata per rischio inalatorio non cancerogeno ma non per quello cancerogeno. Ora è stata realizzata una valutazione integrata di Impatto
ambientale e sanitario (VIIAS) con approccio epidemiologico su tre scenari emissivi (pre-AIA, in corso di AIA e post-AIA) nelle aree di Taranto e Brindisi.  È stata sperimentata una metodologia per la formulazione
di un giudizio di accettabilità del rischio. In definitiva, lo studio conferma i risultati delle VDS di Taranto e Brindisi; per Taranto mostra un rischio non accettabile nel quartiere prossimo allo stabilimento siderurgico
anche per lo scenario 2015, non oggetto delle precedenti VDS.

Allo studio hanno partecipato: Ida Galise, Maria Serinelli, Angela Morabito, Tiziano Pastore, Annalisa Tanzarella, Vito Laghezza, Alessandra Nocioni, Roberto Giua, Vito Bruno (appartenenti all’Arpa Puglia); Lisa Bauleo, Carla Ancona (del Dipartimento di epidemiologia del Sistema sanitario regionale della Regione Lazio, ASL Roma 1); Andrea Ranzi (Agenzia regionale per la prevenzione, l’ambiente e l’energia dell’Emilia-Romagna, Bologna); Lucia Bisceglia (Agenzia regionale strategica per la salute e il sociale della Puglia, Bari); Gruppo Collaborativo VDS così composto: Francesca Intini, Anna Maria Nannavecchia, Gaetano Saracino (Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione dell’Ambiente della Regione Puglia, Bari); Vito Petrarolo, Antonio Chieti (Agenzia regionale strategica per la salute e il sociale della Puglia, Bari); Sante Minerba, Antonella Mincuzzi, Simona Leogrande (Azienda sanitaria locale Taranto); Giuseppe Spagnolo, Antonino Ardizzone, Susi Epifani (Azienda sanitaria locale Brindisi).


VIIAS Centro siderurgico Taranto e Centrale Brindisi


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