Taranto, ancora un nulla di fatto per il salvataggio del “Paisiello”

Taranto, ancora un nulla di fatto per il salvataggio del “Paisiello”

Ancora un nulla di fatto sul futuro dell’istituto musicale Paisiello di Taranto. L’incontro odierno è stato sostanzialmente interlocutorio. Vi hanno partecipato Cgil Scuola e Uil Rua, il presidente del Consiglio di amministrazione del Paisiello, prof. Domenico Rana, e la Provincia di Taranto rappresentata dal Presidente, Martino Tamburrano e dal Segretario Generale, Lucia D’Arcangelo.


Secondo quanto scrivano Cgil e Uil in un documento congiunto “non si è andati oltre un’analisi  della situazione relativa alla gestione amministrativa e didattica dell’ormai prossimo anno accademico 2016/17, a partire dalla condizione in cui versano i docenti a tempo indeterminato che, è noto, sono assoggettati alla procedura di mobilità. La Provincia ha aderito alla richiesta formalizzata in data odierna dai sindacati di “trasferire” il tavolo di trattazione presso il Ministero dell’Istruzione e dell’università al fine di definire in maniera compiuta l’intera fase transitoria che dovrà sovrintendere e precedere il percorso di statizzazione dell’Istituto”.



A tal proposito è stato ribadito che “già nel corso del mese di settembre prenderà avvio il percorso parlamentare, nella forma del decreto legislativo, di riordino dell’intero comparto AFAM (ALTA FORMAZIONE), in cui è contemplato che l’intera materia venga non solo disciplinata (parte ordinamentale), ma anche gestita (rapporto di lavoro e funzionamento delle sedi scolastiche) dallo Stato. Si porrà così termine ad una gestione in cui hanno concorso anche gli enti locali, proprio come avvenuto per il Paisiello di Taranto, gestito interamente dalla Provincia di Taranto sin dalla sua istituzione.
Entro venerdì prossimo sarà resa nota la data dell’incontro a cui hanno chiesto espressamente di partecipare sia i sindacati che il Presidente del Cda. Anche a tal riguardo, la Provincia, oltre a convenire sulla richiesta, si è dichiarata disponibile ad informare tempestivamente il Miur”.


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