Taranto, Arcelor Mittal taglia ancora le manutenzioni. I sindacati: Sarà caos totale

Taranto, Arcelor Mittal taglia ancora le manutenzioni. I sindacati: Sarà caos totale

Stato di abbandono degli impianti, assenza di programmazione per interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria. Si fa tesa e precaria la situazione nello stabilimento Arcelor Mittal di Taranto. A segnalarlo per l’ennesima volta sono Fim, Fiom, Uilm e Usb che insieme hanno scritto una lettera-appello al presidente del consiglio, al ministero allo Sviluppo economico, al prefetto, alla Procura di Taranto ed ai Commissari di Ilva in As.


“Fim, Fiom, Uilm e Usb – si legge nel documento – a seguito dell’ennesima comunicazione da parte di Arcelor Mittal di un’ulteriore riduzione del personale di manutenzione e di esercizio di tutto lo stabilimento e della fermata e/o ridimensionamento degli impianti dell’area laminazione dello stabilimento siderurgico, ritengono che tale condizione determini, di fatto, un elevato rischio di incidente con serie ripercussioni per i lavoratori”.



Secondo i sindacati “le criticità impiantistiche, più volte segnalate anche agli enti ispettivi da parte dei Rls, sono ormai evidenti, non ultimo si è verificato un cedimento del nastro trasportatore D/26 della linea D dell’agglomerato del siderurgico. Arcelor Mittal, di fatto, mette a serio rischio la salvaguardia degli stessi impianti del siderurgico con conseguenze irreparabili ma, soprattutto, l’incolumità di chi ci lavora”.

“Fim, Fiom, Uilm e Usb – prosegue il documento – da tempo denunciano uno stato di abbandono degli impianti e, l’assenza di una programmazione di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, sono la riprova della
spregiudicatezza e inaffidabilità della multinazionale. Da mesi chiediamo al ministero dello sviluppo economico un incontro senza avere alcun riscontro. La totale assenza di risposte da parte del Governo stanno contribuendo pesantemente ad alimentare un clima di esasperazione, per certi versi peggiore del 2012″.

Per Mittal arriva una bocciatura netta. “La situazione è oramai esplosiva e non più gestibile – scrivono i sindacati – Arcelor Mittal ha fatto quello che ha voluto, con il silenzio assenso di un Governo che è incapace o, peggio
ancora, complice. Pertanto, lunedì 21 settembre le scriventi organizzazioni sindacali si riuniranno e decideranno le azioni di mobilitazioni da intraprendere. Nulla è escluso! Sono mesi che mendichiamo un incontro presso il ministero dello sviluppo economico, ministero completamente assente anche per le problematiche che riguardano i lavoratori di Ilva in AS e la catastrofica situazione dell’appalto. Il tempo è abbondantemente scaduto, Acelor Mittal non è e non sarà mai un interlocutore affidabile. Il Governo intervenga immediatamente o sarà caos totale”.



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