Taranto: Azzaro lancia la sfida dei 40enni, Bitetti fa un passo indietro ma…

Taranto:  Azzaro lancia la sfida dei 40enni, Bitetti fa un passo indietro ma…

“Con un immenso gesto di altruismo e responsabilità, questa sera, il mio amico Piero Bitetti – il primo a manifestare pubblicamente di volersi candidare – ha fatto un passo indietro sostenendo il mio nome. Questo gesto mi scalda il cuore; lo ringrazio pubblicamente perché non è da tutti”.
Così gGanni Azzaro parlando di Piero Bitetti (IN CALCE AL PEZZO LA SUA LETTERA DI ADDIO AL PD…).
Il capogruppo Pd in Consiglio comunale riceve l’investitura del presidente del Consiglio comunale e si autocandida ufficialmente a sindaco. O meglio, si autocandida alla corsa Pd che non è chiaro se porterà alle primarie o al battesimo diretto e unitario di un centrosinistra tutto da ricostruire, dopo il decennio di Stefàno, quello delle intese consiliari cangianti e trasversali: le “strane intese”.


Azzaro e Tamburrano

Azzaro e Tamburrano



Azzaro parla di Bitetti e plaude pubblicamente al suo “passo indietro”. Qualcosa è mutato nelle ultime ore, è evidente. Bitetti nel Pd era stato il primo a lanciarsi nell’agone elettorale. Poi le elezioni in Provincia, le polemiche sulla delega operativa che Tamburrano avrebbe dovuto affidargli (contro il volere del Pd)- E poi i venti anomali del centrodestra, le sirene delle larghe intese.. tutto sfumato?
Un centrodestra che in Italia tenta di compattarsi, dunque anche a Taranto sarà così e magari con l’aiuto (e nel cognome?) di Cito, spiaza chi forse puntava a proiettare in Comune l’esperimento della Provincia (fallimentare, viste le recenti urne). E la scissione del Pd (a Taranto effetti pochi o nulli), altra variabile inattesa. Senza le recenti polemiche scatenate da una delibera riguardante il cosiddetto “parcheggio di famiglia”. Insomma, cosa avrebbe fatto desistere Bitetti dal suo intento di candidarsi a sindaco? A meno che non siano giunte rassicurazioni sul classico posto al sole alle prossime Politiche, direttamente o per effetto delle candidature, con l’ingresso certo in Regione da primo dei non eletti? (DIFFICILE, VISTA LA LETTERA CHE POI HA DIVULGATO…).
Staremo a vedere. Intanto, Azzaro lancia la sua corsa. Ex presidente della circoscrizione Italia Montegranaro, capogruppo Pd dal 2012 in Consiglio comunale, ex pelilliano di ferro. Da alcuni mesi vicino alle posizioni del sindaco di Bari, Decaro, Azzaro da un mese è nel Consiglio nazionale dell’Anci (Decaro è il presidente). Nel corso dell’ultimo anno ha seguito direttamente il Piano Strategico per Taranto.

La generazione dei 40enni merita una chance e merita rispetto.

Bitetti e Tamburrano

Bitetti e Tamburrano


IL DOCUMENTO DI AZZARO (con timbro LiberDem)

E’ il tempo della responsabilità e dell’impegno. Il Partito Democratico non può più delegare ad altri le scelte e le decisioni più difficili. E’ tempo di dimostrare che le esperienze maturate sono servite a renderci uomini migliori, amministratori migliori. Certo, abbiamo commesso degli errori, ma la forza di un uomo si valuta dal suo saperne fare tesoro e soprattutto dalla volontà e dalla consapevolezza con le quali si rialza e affronta il domani con coraggio e speranza. Oggi il PD ha dei giovani amministratori capaci, che hanno fatto la gavetta, conoscono la macchina amministrativa e sono in grado di proporre le loro idee per disegnare un futuro diverso.

Per questo all’assemblea del PD voglio dire di scommettere sui suoi giovani. Di dare loro una possibilità. Di credere in loro e non di metterli da parte.

Tra quei giovani ci sono anche io. In questi ultimi anni il ruolo di capogruppo dei Democratici in consiglio comunale mi ha spesso portato a rivestire un ruolo di cucitura tra le diverse anime della maggioranza, sempre con l’obiettivo di mantenere l’unità senza far prevalere le divisioni. E’ stato un ruolo difficile e a volte ingrato. Ma quando ho avuto la possibilità di fare qualcosa per Taranto, di pensare e fare politica in grande, in senso nobile, ho messo su una squadra di professionisti con cui è stato realizzato il Piano Strategico per Taranto. A breve le aziende ioniche avranno i primi finanziamenti, a breve partiranno i cantieri, a breve potremo le prime risposte – non certo esaustive – ai nostri ragazzi in cerca di lavoro. Invitalia ha valutato positivamente il lavoro fatto. La Regione ha valutato positivamente il lavoro fatto. Perfino il Governo ha apprezzato il nostro operato.

E poi non è vero che siamo divisi al nostro interno. Con un immenso gesto di altruismo e responsabilità, questa sera, il mio amico Piero Bitetti – il primo a manifestare pubblicamente di volersi candidare – ha fatto un passo indietro sostenendo il mio nome. Questo gesto mi scalda il cuore; lo ringrazio pubblicamente perché non è da tutti.

La generazione dei 40enni merita una chance e merita rispetto. Ma soprattutto a meritare rispetto è la città, sono i nostri figli sono coloro le future generazioni.

Gianni Azzaro

Il documento di Piero Bitetti

Alla luce degli ultimi avvenimenti prendo ufficialmente le distanze dal Pd ionico ed in particolare dal suo gruppo dirigente. Ciò non mi impedirà di seguire con attenzione e grande interesse il dibattito pubblico nazionale che vede il Partito Democratico impegnato nella fase precongressuale.

Metto in ordine i fatti per spiegare la mia posizione.

Il 9 dicembre nel corso di una intervista rilevo la necessità di riunire le forze migliori della città per garantire un governo autorevole e affidabile alla città di Taranto. Prima il progetto, poi la squadra, infine la individuazione del candidato sindaco che dovrà fare sintesi e guidare il capoluogo ionico nei prossimi cinque anni. Propongo dunque un metodo ma il mio partito – ecco il primo stop – mi segnala che i nostri interlocutori devono far parte del centrosinistra, indicando con chiarezza il perimetro politico all’interno del quale cercare le opportune alleanze. Correggo perciò il tiro per senso di responsabilità e di appartenenza. A chi mi chiedeva se avesse fondamento la voce circa una mia eventuale candidatura a sindaco ho sempre risposto alla stessa maniera: progetto, squadra, candidato-sindaco. Per seguire tale percorso non è sempre necessario ricorrere alle primarie, almeno questa è stata ed è la mia opinione. Mi si fa notare che la coalizione di centrosinistra invece le farà, le primarie. E allora, ancora una volta, mi attengo alle indicazioni del mio partito. Con la candidatura avanzata da Sds che ha proposto Brandimarte, il percorso comune subisce però una brusca frenata mentre nel frattempo si fanno con insistenza i nomi di tre rappresentanti del Pd quali possibili candidati alle primarie: quello del sottoscritto, di Lonoce e di Azzaro. Tutti e tre, attenendoci alla linea politica del nostro partito, aspettiamo di chiarire le nostre posizioni in vista di un possibile diretto coinvolgimento.

A questo punto ci viene fatto intendere – e la assemblea di ieri ne è stata la conferma – che la coalizione punta ad un nome esterno capace di convincere e tenere assieme tutta la coalizione. In questo modo il Pd, o meglio il suo gruppo dirigente, certifica che nessuno di noi tre sarebbe stato in grado di misurarsi con la candidatura a sindaco. Siamo insomma in presenza della ennesima giravolta che sa di beffa perché in verità dal mio partito mi sarei aspettato una difesa di ufficio a fronte delle riserve poste da altri partiti e movimenti politici, sempre che questo sia vero e cioè che effettivamente qualcuno abbia posto veti su Bitetti, Lonoce e Azzaro, o se invece ci troviamo davanti ad un ridicolo escamotage per far fuori indegnamente propri compagni di partito.

Nonostante la mia disponibilità a fare un passo indietro a favore degli altri candidati, in particolare di Azzaro visto che Lonoce si era convinto a fare altrettanto, cioè a ritirarsi dalla corsa, il Pd ieri sera ha ribadito la necessità di scegliere al di fuori dello schieramento di centrosinistra il proprio candidato sindaco. Sul nome circolato in questi giorni non ho alcuna preclusione ma, ancora una volta, mi rendo conto che tutto è stato fatto per mortificare personalità politiche che in questi anni hanno maturato esperienza e competenza e che vantano, come a tutti noto, un certo consenso tra la gente.

Una mortificazione politica, quella da me subita, certificata anche dalla gestione del voto alla Provincia di Taranto. Mentre alle prime elezioni di secondo livello si disse che avremmo dovuto collaborare per il bene della Terra Ionica, con ciò dando il via libera alle larghe intese, la seconda volta – e parlo dunque del recente passato – il Pd a due giorni dal voto decide che non avrebbe accettato deleghe. Un controsenso, se lasciamo parlare i fatti: la Provincia di Taranto, infatti, era e resta un ente di secondo livello. In questa competizione elettorale risulto eletto ma, sempre per spirito di responsabilità, decido di rinunciare al ruolo di vicepresidente della Provincia. Della discussione di ieri sera ho già detto. A questo punto mi viene da pensare che qualcuno scambia il senso di appartenenza con altro, l’assunzione di responsabilità con la incapacità a tenere la schiena dritta!

Questo spettacolo indecoroso, lontano anni luce dalla buona politica, mi impone di tutelare la mia dignità di uomo e di politico. Non mi faccio portare a spasso da chi pensa di cavarsela con il tatticismo spicciolo e i giochi di bottega. Valuterò il da farsi nei prossimi giorni. Sono sereno. Prendo atto che il Pd locale sta facendo di tutto per allontanare iscritti e simpatizzanti e risultare indigesto ai cittadini elettori.

Non rendersene conto è un atto di superbia e di arroganza che il partito pagherà a caro prezzo. Perché prima o poi, al di là di finte riunioni e tavoli senza vera discussione, il responso, quello più importante, arriva sempre ed è quello, decisivo, delle urne.

Piero Bitetti


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