Taranto, chiude il pronto soccorso del Moscati. Nuova emergenza

Con il ridimensionamento dei pronto soccorso degli ospedali Moscati e di Grottaglie, la sanità ionica subisce un altro drastico ridimensionamento. 


Di vera e propria emergenza sanitaria parlano i componenti del Comitato cittadino e lavoratori liberi e pensanti che questa mattina hanno tenuto una conferenza stampa  davanti  all’ospedale Moscati. Nei mesi scorsi hanno incontrato il direttore generale dell’Asl di Taranto sottoponendogli una serie di problematiche finite all’attenzione del presidente della Regione, Michele Emiliano. 



L’impegno dei “liberi e pensanti” su questi temi non è nuovo e nei giorni scorsi è stato rilanciato dal volantinaggio effettuato per informare la popolazione del quartiere Paolo VI sui disagi derivanti dalla chiusura del pronto soccorso. 

“Definire realisticamente l’emergenza sanitaria a Taranto è un’impresa sempre più difficile e sempre più dolorosa”, hanno detto  stamattina i rappresentanti del Comitato, “si ha la necessità di sdrammatizzare per conservare la voglia di continuare a parlarne. I dati appena pubblicati del Registro Tumori si confermano più che mai allarmanti ma noi eravamo allarmati già prima. La campagna Rischio Sanitario Taranto, avviata nel 2013, evidenziava criticità, per usare un eufemismo, che sono andate via via peggiorando. Quasi 20.000 firme di cittadini, partecipi di un’istanza comune, cadute a gennaio 2015 nel nulla dell’allora assessorato alla Salute”.  

I liberi e pensanti hanno evidenziato  come “le speranze legate alle dichiarazioni benevole del nuovo Presidente della Regione nei confronti della nostra città naufragano in un piano di riordino ospedaliero che non piace a nessuno, ovviamente per motivi diversi, anzi opposti.  Per il governo ci sono ancora troppe spese, a noi appare chiarissimo che si spende troppo poco. Ancora poco chiare le parti approvate e quelle definitivamente respinte. Le uniche certezze sono le difficoltà dei cittadini, malati e sani, costretti a rapportarsi alla sanità pubblica. Difficoltà legate alla cronicizzazione dei problemi già denunciati, quali la storica carenza di risorse umane e strutturali nei presidi esistenti sul territorio, con la conseguenza di interminabili liste d’attesa e dell’impossibilità, in troppi casi, di ricevere cure adeguate sul posto. Quasi superfluo specificare che i pazienti oncologici, con riferimento particolare ai bambini, sono quelli maggiormente penalizzati”.


Questa la situazione drammatica – hanno detto – che continua a incombere su tutti noi. “L’abbiamo riportata all’attenzione pubblica, a Gennaio, e l’ abbiamo rappresentata due mesi fa alla Asl di Taranto, in un confronto pubblico.  Nell’incontro avuto con la Direzione Generale, con le relative strutture dedicate alla ricerca e alla statistica e con i Dirigenti di Oncologia ed Ematologia, abbiamo sostanzialmente chiesto di unirsi a noi cittadini sia nella denuncia delle carenze, a cui loro stessi non riescono a far fronte sia nell’istanza urgentissima di individuazione e di recupero delle risorse economiche necessarie ad uno standard di assistenza sanitaria adeguata. L’invito a un’azione congiunta è stato accolto e la stessa Direzione Generale della Asl ha inoltrato le nostre richieste alla Presidenza della Regione.  Alla luce di questo risultato che ci pare positivo, non solo sotto il profilo del senso civico che ci preme tenere vivo, quanto nell’ottica di una responsabilità pubblica finalmente percettibile, abbiamo rivolto all’attuale Presidente della Regione un nuovo invito per un confronto diretto e concreto sulla questione sanitaria a Taranto. Incontro reso ancora più impellente dalla preannunciata chiusura “pomeridiana” e per “settori d’utenza” del Pronto Soccorso dell’Ospedale Moscati. 
Più che un’emergenza ci sembra una situazione pre-destinata al collasso definitivo ma siamo ancora determinati a compiere la nostra parte e a pretendere delle risposte che non si fermino agli slogan, già meschinamente abusati sulle giovani vite di questo territorio”. 

Forti critiche alla decisione di chiudere, dal 1° luglio, così come previsto dalla nuova versione del Piano regionale delle Emergenze in corso di approvazione, il pronto soccorso dell’ospedale Moscati e quello dell’ospedale San Marco di Grottaglie provengono da Gianni Liviano, consigliere regionale di Emiliano sindaco di Puglia, che esprime un parere negativo sulle risultanze dell’accordo scaturito lo scorso 31 maggio tenutosi a Bari e al quale sono intervenuti i direttori generali delle Asl pugliesi nonchè i rappresentanti delle organizzazioni sindacali. 

Una riorganizzazione che finirà con l’incidere pesantemente “sulla funzionalità e sulla capacità di assorbimento del SS. Annunziata. In ogni caso – sottolinea ancora Liviano – ci auguriamo che sia un provvedimento tampone e che la situazione si normalizzi quanto prima. Guai – ammonisce il consigliere regionale – a far diventare ordinaria quella che deve restare una scelta straordinaria. Resta il fatto – conclude Liviano – che il problema reale deriva sempre dalla carenza del personale. Ragion per cui è necessario, e su questo tema non lesinerà i miei sforzi, adoperarsi perchè questa benedetta legge che prevede che il personale assumibile sia tarato sui dati risalenti al 2004 reltivi al fabbisogno sanitario, venga superata. Quindi auspichiamo in intervento legislativo che disponga una deroga per Taranto, città alle prese anche con i disastri sanitari (basta leggere gli ultimi dati choc sull’aumentata incidenza di malattie tumorali e sul tremendo impatto ambientale nei wind days) causati dall’inquinamento industriale, relativa all’assunzione di personale nella Sanità ionica”.


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