Taranto, Cito scalda i motori. Cinque Stelle, la compattezza dalle primarie on line

Ha ragione Emiliano quando dice ai suoi di restare uniti, quando per suoi s’intendono tutti i rivoli e gli affluenti del centrosinistra. E ha ragione Tamburrano:  chiede ai suoi di raccogliere le firme per mandare a casa Stefàno due mesi prima del tempo, quando per suoi s’intende un pezzo di centrodestra che ritenta di posizionarsi. E ha ragione chiunque sia convinto che i conti elettorali adesso sono inutili, oltre che prematuri. Dal loro punto di vista, hanno ragione tutti.


Hanno ragione, ad esempio, quelli che pensano sia il caso di compattare anziché dividere, attaccare anziché difendersi. Perché a Taranto il gioco non è ancora cominciato. E  i favoriti non hanno ancora calato l’asso, ponendosi come variabili per niente impazzite.



La prima variabile si chiama Giancarlo Cito. Scende in campo. Se lo facesse direttamente, i giochi sarebbero chiusi per la posizione numero 1 al ballottaggio. Facendolo con il volto di suo figlio Mario (e non sarebbe la prima volta..) al secondo turno potrà comunque arrivarci, magari da secondo classificato. Ma è un fatto che in città, in ambienti diversi e anche lontani fra loro, il ritornello “voterei Cito…” è incalzante: risolve il rebus prodotto dalla frammentazione, infonde sicurezza e non si preoccupa di penetrare i temi di questa campagna elettorale. Insomma, alla fidelizzazione robusta di cui Cito gode da 25 anni (al di là di qualsiasi evento personale o politico che lo abbia segnato)  si sta aggiungendo la confusione dettata da questa diaspora senza precedenti: 12 candidati sindaco che forse diventeranno 14. Chi nega questo possibile scenario non conosce a fondo la città, non la vive oppure è un illuso.

La seconda variabile, e non di poco conto stando agli ultimi sondaggi, è data dal Movimento Cinque Stelle. Gli attivisti dei tre meet up, che si candidano a dare corpo e volto al simbolo grillino, sono in attesa del via libera dello staff centrale di Milano. I pentastellati candidano Bello, Taras in Movimento candida Lucarelli, gli Amici di Beppe Grillo candidano Nevoli. Ma non è tanto la varietà di proposta a dividere quanto le ragioni della frattura. Dunque, potrebbero essere le primarie on line a ricompattare il fronte grillino tarantino, quantomeno a sfrondare incertezze, contrasti e malumori: la decisione dello staff è molto attesa tra le centinaia di attivisti che su Fb, nelle ultime ore, stanno scaldando i motori richiamando il loro movimento alla “compattezza”, facendo eco alla nota stampa diffusa prima di Pasqua da due dei tre meet up sulla scena).

A Taranto sta avvenendo ciò che si pensava alla vigilia: i favoriti, per ragioni e genetica diversi,  non sono ancora in campo:  la protesta contro il sistema dei partiti attende solo di essere rappresentata, però, e non basterà la scomparsa di alcuni simboli dalla scheda per poterla arginare.


Chi nega questo scenario possibile non conosce a fondo la città, non la vive oppure è un illuso.

 


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