Taranto, città a pezzi: ma il sindaco pensa al rimpasto di Giunta

Taranto, città a pezzi: ma il sindaco pensa al rimpasto di Giunta

Siamo costretti a parlare di questioni minime in uno scenario maledettamente serio. Ma l’informazione ha il dovere di fissare i punti, anche a rischio di imbattersi nel nulla mescolato al poco: la politica municipale.


Ci risiamo. Il sindaco di Taranto azzera la sua Giunta. La porta girevole di Palazzo di Città si prepara ad accogliere volti nuovi (non più di due) e a salutarne di vecchi (non così tanto vecchi, in verità, per anagrafe e militanza amministrativa). Stefàno dal 2007  (in foto c’è la sua primissima Giunta) ha sempre agito così: azzerare tutto per cacciarne uno, cacciarne uno per educarne un paio, educarne un paio per zittire tutti e trascinarsi ancora.. sino al prossimo azzeramento, rimpasto, rimescolamento, rimodulazione.



Chiamatelo come volete ma il risultato non cambia: trattasi di distribuzione al dettaglio di spazi di visibilità e potere. E qui il niente mescolato al poco assume i contorni del qualcosa. Qualcosa da monitorare.

Stefàno nelle ultime settimane ha ricevuto pressioni politiche che altrove sarebbero normali in una logica di coalizione, in questo caso anche frantumata. Deve aprire varchi a nuovi gruppi politici. Il bilancio è passato a stento. Il rischio, per tanti un rischio immenso, era quello di fare le valigie un anno prima del tempo. Il sindaco ha letto le dinamiche consiliari, ha ottenuto i voti minimi per resistere e proseguire. Adesso, deve ricambiare: in politica è cosa normale, in questa fase NO. Le dimissioni sarebbero un atto di dignità politica.

Amiu al collasso (un altro sindaco, a nome dei tarantini proprietari della spa comunale prenderebbe in esame l’ipotesi di portare i libri in Tribunale); imminente chiusura di due asili nido municipali (mentre lui continua a smentire ovunque; lo ha fatto anche su una bacheca on line romagnole!!);  non si hanno notizie di una benché minima attività di programmazione urbanistica (chissà, magari è un bene… ); città sporca, in alcuni tratti indecente; cantieri drammaticamente fermi (uno su tutti, palazzo degli Uffici); spazi sportivi abbandonati nonostante gli annunci urbi et orbi di riqualificazione; coalizione mutante a seconda delle stagioni; maggiore alleato in dissesto politico (Pd); centrosinistra azzoppato (non a caso, il sindaco di Taranto governa anche con ex citiani ed ex Di Bello); relazione ministeriale sui conti 2010-1015 che farebbe tremare i polsi a qualsiasi capocondomino alle prime armi.  Infine, ciliegina su questa torta indigesta.. la richiesta a Roma di conoscere i dati reali sulla salute dei tarantini: il sindaco pediatra ha dimenticato lo Studio Sentieri e le recenti relazioni Asl sul registro Tumori? E le relazioni Arpa che gli hanno fatto congelare in alcune ore il transito dei camion a Tamburi (per dirne una)?????????


Ah, dimenticavamo:  ci sarebbero i due blitz antimafia che hanno segnato Taranto la scorsa settimana. Seguono gli allarmi della Bindi (Antimafia nazionale) del procuratore Motta (Dda Lecce), ci sarebbero gli atti e le intercettazioni del blitz “alias”…

A Taranto c’è la ‘ndrangheta! Chissà quanti tarantini avrebbero voluto vedere il loro sindaco, armato di fascia tricolore, alla testa di una manifestazione sulla legalità: ci sarebbe tanto ma tanto di cui preoccuparsi, da cui prendere le distanze, da cui tutelare seriamente i concittadini.

NIENTE.

Ma il problema è il rimpasto, l’azzeramento, il riposizionamento: il problema è come fare per andare a avanti, ancora per  un anno, tenendo tutti tranquilli e garantendo a chi se lo merita (?) uno spazio pre elettorale di visibilità.

Più o meno 300 giorni di pazienza. Auguri a tutti.

 

 

 


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