TARANTO – Diossina e referendum, si accende il dibattito in consiglio comunale

TARANTO – Diossina e referendum, si accende il dibattito in consiglio comunale

Sarà un consiglio comunale incentrato sui temi dell’ambiente quello in programma il prossimo 31 marzo. La massima assise di Taranto tornerà a riunirsi subito dopo la pausa di Pasqua e affronterà una serie di argomenti di grande attualità. I primi tre punti all’ordine del giorno sono altrettante mozioni su: elevate emissioni di diossina a Taranto e ritardo nella conoscenza; richiesta di inserimento limiti su emissioni odorigene e monitoraggio dell’idrogeno solforato in concomitanza con il riesame dell’Autorizzazione integrata ambientale della raffineria Eni; informazione ed invito alla partecipazione dei cittadini al referendum del prossimo 17 aprile.


Le mozioni sono state presentata dalla consigliera comunale Lina Ambrogi Melle (Ecologisti per Bonelli) subentrata in Consiglio dopo le dimissioni di Angelo Bonelli. La mozione sulle incredibili quantità di diossina rilevate sui deposimetri al rione Tamburi è stata firmata anche dai consiglieri Capriulo, Vietri, Gigante, Liviano e Cannone. Nel documento si porta all’attenzione del Consiglio “la preoccupante relazione del Politecnico di Torino in cui vengono certificati i livelli altissimi di diossina che ci sono stati ai Tamburi di Taranto tra l’agosto 2013 ed il febbraio 2015 con picchi fino a 791 picogrammi al metro quadro (mai avuti prima in Italia ) e lo sconcerto per non aver ancora oggi la possibilità di conoscere i dati della diossina successivi a quella data fino ad oggi, in una città così a rischio per l’ambiente e per la salute come Taranto”.



La mozione chiede al sindaco di Taranto, Ippazio Stefàno, cui competono per legge precise responsabilità in materia di sicurezza, sanità e igiene pubblica, di spiegare “se esistono pericoli incombenti, in adempimento della Direttiva Seveso e, in tal caso, di informare la popolazione dei rischi rilevanti cui è sottoposta”. Nello specifico si chiede di: adottare ogni provvedimento in suo potere per tutelare la sicurezza, la sanità e l’igiene pubblica; informare la popolazione dei rischi rilevanti cui è stata sottoposta dopo il febbraio 2015 fino al periodo attuale; chiarire immediatamente le cause che hanno provocato la dispersione nell’ambiente di elevati valori di diossina; chiedere ad Arpa Puglia di produrre i dati più recenti sulle deposizioni della diossina; attivando una rete per rilevare le diossine in tutta la città; coinvolgere le istituzioni preposte, Arpa, Asl sulla verifica della responsabilità delle fonti inquinanti di diossine, adottando ogni atto conseguente alla tutela della salute pubblica ed eventualmente richiedendo la revisione o la revoca delle autorizzazioni ambientali rilasciate“.


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