Taranto diserta il Tavolo istituzionale. Turco: troppi ritardi e contenziosi

Taranto diserta il Tavolo istituzionale. Turco: troppi ritardi e contenziosi

Al Tavolo istituzionale per Taranto convocato a Palazzo Chigi Taranto non c’è. L’incontro è stato disertato dai sindaci dell’area industriale di crisi complessa (Taranto, Crispiano, Massafra, Montemesola, Statte), dal presidente della Provincia e dal presidente della Camera di commercio. Allo stesso modo i parlamentari tarantini del M5S Cassese, Ermellino e Vianello non hanno partecipato alla riunione.


“Apprezziamo da parte del Governo il tentativo di coinvolgerci come auditori al tavolo CIS per Taranto convocato oggi a Roma – spiegano in una nota congiunta – ma abbiamo deciso di non partecipare. Ci uniamo infatti alla posizione espressa dai Sindaci dell’area di crisi complessa e dagli Enti locali che diserteranno insieme a noi l’incontro. Crediamo infatti che sia arrivato il momento di aprire una discussione pubblica sul futuro di Taranto, pianificando la riconversione economica con un accordo di programma che preveda la chiusura delle fonti inquinanti, con fondi certi e che inoltre sulle proposte si apra un ampio dibattito pubblico”.



Cassesse, Ermellino e Vianello non hanno “gradito negli ultimi mesi il tempo perso sul CIS, che sicuramente è stato più costruttivo quando a Taranto lo presiedeva Luigi Di Maio: ora c’è una misteriosa mancanza di notizie che va di pari passo con l’imbarazzante assenza di confronto sul Cantiere Taranto. A questo si aggiunge la miope visione su Ilva, basata su una continuità produttiva velenosa che la città e il territorio non vogliono. Inoltre siamo molto delusi dall’ennesimo affronto di Mittal che, a nemmeno 24 ore dalla firma dell’accordo con lo Stato, ha aperto la procedura di cassa integrazione per 130 addetti dello stabilimento di Cornigliano. Per noi questo atteggiamento rivela una spregiudicatezza non accettabile”.

Rammaricato per le assenze il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Mario Turco (tarantino, eletto nelle liste del M5S). “Mi preme subito evidenziare il mio rammarico per l’assenza di alcuni Enti Locali – ha affermato – a loro voglio però esprimere la mia personale solidarietà in merito alle rivendicazioni espresse negli ultimi giorni. Auspico la loro partecipazione al prossimo Tavolo Istituzionale Permanente”.

Turco ha spiegato che “dalla firma del Dpcm dello scorso febbraio, che ha sancito il cambio della Governance del Cis, tornato alla Presidenza del Consiglio, abbiamo istituito un nuovo sistema di monitoraggio degli interventi programmato, integrato, partecipativo, e basato sulla misurazione della spesa realizzata e sull’avanzamento degli investimenti. Grazie anche alla partecipazione di tutte le amministrazioni responsabili dei 40 interventi, possiamo oggi illustrare le risultanze dello stato di attuazione del programma d’investimenti, le principali criticità e le prime azioni per dare impulso alla spesa”.

Conti alla mano il sottosegretario ha fatto presente che “alla data del 31 dicembre 2019, è emersa una scarsa capacità di spesa da parte delle amministrazioni responsabili. A tal riguardo a fronte di poco più 1 miliardo, risulta una spesa realizzata di 327 milioni di euro. Resta quindi una dotazione finanziaria ancora da spendere di 680 milioni di euro circa su interventi già in esecuzione o in progettazione. Bisogna anche sottolineare che la maggior parte delle misure risultano stanziate nel 2012 da differenti fonti di finanziamento, confluite nel 2015 nel Contratto istituzionale di Sviluppo di Taranto. In considerazione poi della capacità di spesa realizzata dal 2015 al 2019, pari a euro 327 milioni, la velocità di realizzazione del residuo programma d’investimento, risulta essere di 10,4 anni. Le cause delle lentezza di spesa sono state individuate principalmente nella redazione dei progetti da parte degli enti interessati, nella gestione degli appalti, nello svolgimento del procedimento amministrativo, nell’esecuzione delle opere, nei conteziosi post gara, nei cambiamenti del soggetto appaltatore, nella crisi finanziaria del soggetto aggiudicatario e nella scarsa capacità di collaborazione tra le amministrazioni”.

Insomma Turco non le manda a dire e aggiunge. “A fronte di tale situazione i nuovi responsabili del governo del Cis Taranto hanno concordato le seguenti azioni di impulso sulla governace: monitoraggio periodico dell’attuazione dei singoli interventi; convocazione del Tip con frequenza bi/trimestrale; verifica con gli enti interessati degli atti amministrativi da adottare, così come il supporto degli stessi enti in casi di criticità; analisi delle clausole dei contratti in esecuzione e ricognizione dei risparmi di spesa; istituzione di una task force di supporto al Tip per l’analisi di fattibilità delle nuove proposte d’intervento. Già nella giornata di domani inviteremo le amministrazioni interessate ad inviarci eventuali nuove proposte che saranno oggetto di discussione nel prossimo incontro del 13 marzo presso la Prefettura di Taranto, dove si analizzeranno le criticità riscontrate, si cercherà di individuare possibili soluzioni e si avvierà una possibile riprogrammazione degli interventi. Tutta l’analisi fin qui fatta è finalizzata ad accelerare la realizzazione delle misure già programmate riducendo al massimo i tempi, grazie anche al sostegno e alle competenze di Invitalia e del Dipartimento di programmazione economica, tutte strutture che saranno messe a disposizione degli Enti”.

I sindaci dell’area di crisi industriale complessa, la Provincia e la Camera di commercio hanno presentato al tavolo per Taranto un documento unitario con il quale chiedono la predisposizione di un “Accordo di programma vincolante volto alla chiusura delle fonti inquinanti, all’introduzione della valutazione del danno sanitario, per l’area industriale, alla riqualificazione della forza lavoro, al saldo dei crediti dell’indotto locale, alla generale riconversione produttiva”.  Di seguito il documento.



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