Taranto futuro prossimo, cultura, sport, grandi eventi per uscire dalla monocultura dell’acciaio

Taranto futuro prossimo, cultura, sport, grandi eventi per uscire dalla monocultura dell’acciaio


“Il Piano strategico di Taranto è il futuro di questa città a prescindere dall’Ilva. Lo so che non è attualmente possibile prescindere dall’Ilva, però vi garantisco per l’esperienza di vita e di città che ho, che Taranto ha delle possibilità straordinarie”. Lo ha detto questa mattina il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano intervenendo a Taranto al confronto istituzionale con i sindaci del territorio sul documento generale del Piano strategico “Taranto futuro prossimo”, promosso da Regione Puglia e Asset, l’Agenzia regionale strategica per lo sviluppo ecosostenibile.


“Qualunque cosa accada a quella fabbrica – ha dichiarato Emiliano – questa città ha la rabbia giusta che serve a scendere in campo per vincere; ha le competenze giuste, perché tutta questa pressione anche tecnica, tecnologica, imprenditoriale, si rispecchia in strutture e infrastrutture di livello europeo. Mi auguro che questa energia, che alle volte Taranto impiega nel conflitto covato e che avvelena lo spirito di ciascuno di noi, possa esplodere in una collaborazione generale di tutti i pezzi della città e convergere verso delle milestones, delle pietre miliari. Una di queste ovviamente è data dai Giochi del Mediterraneo che consentirà come ci auguriamo, ad esempio, di spingere delle compagnie aeree verso l’aeroporto di Grottaglie per farlo funzionare. Non si possono costringere le compagnie, bisogna dare loro eventi, situazioni, movimento economico e turistico che consentano di dire “ma voi per caso avete un aeroporto? Perché se avete un aeroporto a noi servirebbe..”, così funziona.Questo schema lo stiamo utilizzando anche a partire dalla presenza del Medimex a Taranto, che quest’anno avrà belle sorprese perché stiamo cercando di renderlo sempre più internazionale e largo”.



Secondo Emiliano “con cultura, sport e grandi eventi, l’economia si sgancia dalla monocultura dell’Ilva. Questa è la visione di una città pulita, bella, onesta, trasparente, dove si smette di dare la colpa a qualcuno, perché diciamo la verità, la responsabilità è di tutti, escluderei solo i nostri bambini che sono vittime degli errori degli adulti. Ma dopodiché questa città deve prendere il cammino e, per quella che è la mia esperienza, ci riuscirà. Io di questo sono convinto, sono forse un inguaribile ottimista, ma Taranto vincerà la sua partita”.

L’incontro di oggi a Palazzo di Città ha segnato ufficialmente l’avvio della fase attuativa del Piano, il cui primo obiettivo da raggiungere sarà l’organizzazione dei Giochi del Mediterraneo che si svolgeranno a Taranto nel 2026.  La fase attuativa del Piano inizierà a gennaio 2020 con la costituzione del Laboratorio Urbano che, in sintonia con l’Urban Center del Comune di Taranto, dovrà sovraintendere fondamentalmente a tre azioni: informazione e comunicazione, monitoraggio e progettazione degli interventi ritenuti ammissibili. Nel corso dell’incontro sono intervenuti il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci, il Presidente della Provincia di Taranto Giovanni Gugliotti, l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia Cosimo Borraccino e il sottosegretario alla Programmazione e investimenti Mario Turco. Ha coordinato i lavori della giornata il direttore generale ASSET, Elio Sannicandro.

Il Piano strategico “Taranto futuro prossimo” è stato attivato con la legge regionale n.2 del 25 gennaio 2018. È un processo partecipato, finalizzato alla pianificazione e alla programmazione dello sviluppo sostenibile del territorio tarantino. Promosso dalla Regione Puglia con il Comune di Taranto, elaborato con il supporto di ASSET, il Piano è uno strumento di concertazione, utile a promuovere il necessario cambiamento delle direttrici di sviluppo, mediante azioni integrate, orientate al risanamento ambientale, alla diversificazione economica e produttiva, alla sostenibilità. La Regione Puglia ha recentemente approvato il Documento generale del Piano Strategico che tiene conto dei contributi emersi dagli incontri istituzionali, dai focus tematici di ascolto, dalla prima consultazione pubblica on line.


 


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