Taranto, giornata dedicata al recupero dei Giardini dell’ospedale militare

Taranto, giornata dedicata al recupero dei Giardini  dell’ospedale militare

Una giornata green dedicata alla pulizia ed alla risistemazione dei giardini ottocenteschi e dell’area archeologica dell’ospedale militare di Taranto, candidati nella classifica “I luoghi storici della salute” e “I luoghi del cuore 2020” del Fai (Fondo ambiente italia).


L’iniziativa si è svolta sabato scorso. La Marina Militare con il Comando Marittimo Sud e con la Direzione Ospedaliera, custode del patrimonio botanico ed archeologico e da sempre orientata alla massima condivisione, ha accolto la richiesta nel rispetto delle regole anticovid, aprendo l’iniziativa anche ai suoi dipendenti volontari. I giardini, affidati alle mani esperte del WWF di Taranto con un accordo di collaborazione siglato nel 2017, hanno subito notevoli danni per le condizioni meteo avverse abbattutesi negli ultimi tempi sulla città di Taranto.



Alla giornata green hanno partecipato, tra gli altri, l’architetto Augusto Ressa, le volontarie dell’associazione Retake presieduta da Alessandra Laghezza, il comitato per il Parco del Mar Piccolo con il paesaggista Vito Crisanti, lo storico e scrittore Piero Massfra, l’entomologo Valentino
Valentini. Presenti anche i volontari del C.O.M, promotori della candidatura dei Giardini al censimento del FAI, ed il Direttore del Centro Ospedaliero, il C.V. Fiorenzo Fracasso che, oltre a supportare le attività, ha portato anche il saluto dell’Ammiraglio di Divisione Salvatore Vitiello, Comandante del Comando Marittimo SUD, assente per impegni istituzionali fuori sede.

La storia dei giardini riporta all’antica via di Santa Lucia ed alle sue ville della delizia, alle proprietà Tomai, Catapano- Giovinazzi, Capece Latro che insistevano sulle sponde meridionali del Primo Seno del Mar Piccolo prima della costruzione dell’Arsenale della Marina Militare, con giardini ornamentali e terreni agricoli. Alcuni riferimenti ai luoghi si possono far risalire al 1500. Qui infatti vi erano il casino di caccia di proprietà Tomai, le due ville Catapano-Giovinazzi ed infine, più verso il mare, la splendida villa di Monsignor Capece Latro.

Gli attuali giardini, digradanti verso il mare, esposti a nord su di un substrato di terreni calcarenitici mediamente profondi, freschi, dotati di humus, comprendono ben tre piani di vegetazione. I terrazzamenti del pendio sono raccordati da belle scalinate d’epoca che intersecano le tranquille stradine che hanno un andamento lungo le curve di livello; nei giardini sono presenti statue di epoca classica, vasi e reperti provenienti dalla collezione della Villa Capece Latro tra cui i leoni di
pietra noti per la famosa iscrizione: “Se Adamo qui avesse nuovamente peccato, forse Dio l’avrebbe perdonato” proprio a significare la magnificenza dei luoghi.


La copertura arborea, piuttosto densa, è costituita prevalentemente da lecci; ma ritroviamo anche esemplari di pino d’Aleppo e domestico, alloro, carrubo, fico, albero della Carta, palme. Il piano arbustivo annovera lentisco, mirto, alloro e, in prossimità delle raccolte d’acqua provenienti da
una sorgente, gruppi di falso papiro.  Tra le specie erbacee, è senza dubbio degna di rilievo la presenza costante dell’Acanto, bella pianta di sottobosco e dei luoghi ombrosi le cui foglie hanno ispirato le forme del capitello corinzio. Altra specie da segnalare è il Capelvenere, piccola felce
presente nei luoghi umidi ed ombrosi e poi la pervinca maggiore, il ciclamino. 

Attualmente la vegetazione dei giardini richiede interventi straordinari di manutenzione, da condurre – considerato il contesto – con equilibrio e moderazione, calibrando le potature per non indebolire gli esemplari arborei per non alterare l’architettura tipica delle differenti specie nonché
la fisionomia e l’architettura del Verde al fine di ridurre le superfetazioni vegetali e restituire importanza alle specie originarie, conferendo carattere al paesaggio.


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