Taranto: idrocarburi, benzene e ferro, contaminati i pozzi intorno alla discarica Vergine

In quattro pozzi freatrici collocati lungo il perimetro della discarica Vergine (località Palombara in provincia di Taranto), l’Arpa ha rilevato che le acque sotterranee sono contaminate da: idrocarburi, benzene e ferro con valori superiori al limite del Csc (Concentrazione soglia di contaminazione).


A rivelarlo è l’associazione AttivaLizzano che riporta il contenuto della nota della Provincia di Taranto del 18/07/2016 n.00331216/2016. Sulla questione discariche, venerdì scorso si sarebbe dovuto tenere un vertice a Modugno organizzato dall’assessore regionale all’Ambiente Mimmo Santorsola. Ma per sopraggiunti impegni istituzionali, l’incontro è stato rinviato a data da destinarsi. Erano stati invitati la Provincia di Taranto, i Comuni di Taranto, Lizzano, Fragagnano, Monteparano, Roccaforzata e Faggiano, il comitato per l’ambiente di Fragagnano e l’Associazione AttivaLizzano.



“Si è verificato ciò che temevamo – scrive AttivaLizzano in una nota stampa – i nostri allarmi non sono stati tenuti in alcuna considerazione pur avendo previsto, documentato e riferito più volte agli Enti preposti, alla stampa, fin dal sequestro della discarica avvenuto il 10/02/2014 ad opera della Magistratura di Taranto, ciò che oggi si è scoperto. Denunciavamo la nostra preoccupazione per lo stato di completo abbandono delle discariche Palombara e  Mennole”.

Secondo l’associazione ambientalista “dalla data del sequestro i rifiuti sono stati abbancati nella rispettiva vasca, privi di copertura, esponendo gli stessi agli agenti atmosferici con fuoriuscita di miasmi e accumulo di percolato che è aumentato naturalmente di volume, grazie alle piogge e senza lo stoccaggio necessario per lo smaltimento in altra discarica come previsto dall’AIA rilasciata dalla Regione Puglia con Determina n. 384 del 19/06/2008. Il degrado è evidente ed anche le conseguenze di cui tutti ormai siamo a conoscenza. Riteniamo inutile recriminare sulle omissioni, le date qui riportate sono soltanto una necessaria cronistoria del tempo trascorso, dell’assenza di reali e concreti provvedimenti e di assunzioni di responsabilità da parte di chi dovrebbe provvedere alla messa in sicurezza degli impianti di Palombara e Mennole ambedue della società Vergine srl”.

Il riferimento di AttivaLizzano è rivolto alla Provincia di Taranto.  “Ci sono soltanto rinvii da parte della Provincia – aggiunge l’associazione – senza farsi carico delle proprie responsabilità. Come prescrive la Legge (D.Lgs. 152/2006 art. 244 , comma 4 e successivo art. 250), è compito dell’Autorità competente,
in questo caso la Provincia, di intervenire immediatamente per mettere in sicurezza l’impianto e successivamente rivalersi verso i responsabili, in quanto la sicurezza e la salute dei cittadini sono prioritari”.


Ora AttivaLizzano chiede che: “La discarica Vergine in località Palombara venga chiusa definitivamente e
messa immediatamente in sicurezza, senza ulteriori indugi e adottare tutti gli accorgimenti possibili per una corretta post-produzione insieme alla discarica Mennole, già in fase di post-produzione ma in totale abbandono;  che Comune di Taranto, Provincia di Taranto e Regione Puglia procedano ad una mappatura e ad una caratterizzazione dei luoghi interessati dalle vecchie cave, adiacenti alle attuali discariche, e che sono state riempite di rifiuti di provenienza e pericolosità sconosciuta a partire dalla fine degli anni ’60; di procedere ad un monitoraggio con periodicità almeno mensile delle acque, soprattutto a valle di queste vecchie discariche, visto che in quegli stessi luoghi si svolge una regolare attività di pastorizia e agricoltura e data la presenza di numerosissimi pozzi utilizzati dai cittadini in tutti i comuni limitrofi alle discariche
vecchie e recenti; di procedere con studi epidemiologici al monitoraggio dello stato di salute della
popolazione che vive nei territori limitrofi alle dicariche; di promuovere l’inserimento dei territori dell’ isola amministrativa di Taranto, sui quali insistono le discariche Vergine, comprese quelle vecchie colmate in maniera incontrollata ed i territori dei comuni limitrofi, nelle zone interessate dalla bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione, così come il già riconosciuto SIN di Taranto, affinché possano essere utilizzati ulteriori fondi straordinari finalizzati alle bonifiche delle discariche e quindi alla salvaguardia della salute della popolazione circostante”.


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