Spogliatoi e mense per gli operai, a Taranto è scontro tra Ilva e sindacati

E’ scontro tra Ilva e sindacati sulla gestione degli appalti. Nei giorni scorsi i lavoratori delle aziende Ecologica e Quadrato Divisione Industriale hanno scioperato e manifestato aderendo alla protesta indetta da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti. I sindacati lamentano “l’assenza di spogliatoi con docce, di refettori adeguati alle normative vigenti per il giusto ristoro degli addetti, l’assenza di volontà delle aziende di fornire ai propri dipendenti un pasto adeguato”.


I sindacati rivolgono le loro proteste nei confronti dell’Ilva e parlano di  “logiche economiche connesse al massimo profitto aziendale ed improntate al massimo ribasso, peraltro imposto dalla committente cioè l’Ilva, considerando che tali logiche determinano pessime condizioni di lavoro, non per ultimo per effetto di sostanze dannose alla salute veicolate all’esterno dello stabilimento senza alcun tipo di precauzione”.



Oggi Ilva risponde con una nota stampa nella quale comunica che “già da tempo, in modo autonomo e spontaneo, ha provveduto a individuare una serie di soluzioni concrete per garantire migliori condizioni di lavoro agli operatori delle imprese terze che svolgono attività all’interno dello stabilimento di Taranto. Ilva ha programmato queste attività nonostante l’erogazione dei servizi per gli operatori delle ditte appaltatrici, tra i quali gli spogliatoi, le docce e la mensa, siano di esclusiva competenza e responsabilità delle stesse ditte e non della società”.

Secondo la società siderurgica “anche l’igienizzazione delle tute è a totale carico di ogni azienda appaltatrice, che deve provvedere, direttamente o ricorrendo ad aziende specializzate, all’igienizzazione degli indumenti, come, tra l’altro, ribadito da una disposizione del 2014 emessa dal Dipartimento di Prevenzione dell’ASL di Taranto. Oltre ad aver definito questo cronoprogramma di interventi, Ilva ha già provveduto ad assegnare temporaneamente alle ditte appaltatrici delle aree di servizio all’interno dello stabilimento, che le stesse imprese dovranno allestire adeguatamente per i propri lavoratori. Quest’ultima iniziativa e il cronoprogramma di interventi sono la conferma della disponibilità di Ilva a individuare soluzioni migliorative, benché non incorrano obblighi di nessuna natura per la Società, e dell’attenzione dell’azienda verso i lavoratori delle ditte terze, per i quali Ilva, nei mesi scorsi, ha profuso grande impegno affinché si garantisse il loro completo riassorbimento, a parità di condizioni economiche, da parte delle nuove ditte appaltatrici che sono subentrate a seguito delle nuove assegnazioni”.

Infine, una stoccata ai sindacati. “Nelle scorse settimane Ilva ha convocato un incontro, che si sarebbe dovuto tenere mercoledì 26 aprile, con i rappresentanti sindacali aziendali per illustrare tempi e modalità di esecuzione del cronoprogramma. Nella giornata di ieri, la Società ha dovuto prendere atto dell’indisponibilità delle organizzazioni sindacali a partecipare all’incontro, che quindi è stato posticipato in data da definirsi”.


Dopo l’iniziativa dei sindacati dei servizi, interviene anche la federazione metalmeccanica della Cisl. Secondo il segretario generale della Fim Cisl, Valerio D’Alò “non esistono lavoratori di serie “A” e lavoratori di serie “B”, esistono i lavoratori. Nel caso specifico della delicatissima vicenda legata agli appalti Ilva, richiediamo a gran voce garanzie per tutti i lavoratori con pari dignità, non solo per quelli delle aziende Quadrato ed Ecologica. Non ci devono essere canali preferenziali per nessuno ed in particolare, più che i “nomi” delle aziende – le quali hanno le loro grandi parti di responsabilità circa le condizioni in cui operano i propri dipendenti – vanno tutelati i singoli lavoratori, qualunque casacca indossino. Questo è quanto faremo presente ad Ilva come Fim nell’incontro che, come metalmeccanici, abbiamo richiesto all’azienda è che siamo sicuri sarà consumato nelle prossime giornate. Diamo pieno sostegno alle rimostranze emerse tra le categorie dei servizi sentendo però forte la necessità che l’argomento appalti sia affrontato a 360 gradi per tutti i lavoratori”.


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