Taranto, la Cgil lancia l’SOS sul futuro dell’Arsenale

Carenza d’organico, investimenti annunciati ma mai arrivati, futuro carico di inquietanti incognite. E’ questo il quadro dell’Arsenale MM di Taranto tratteggiato dalla Funzione Pubblica Cgil ionica che per giovedì 15 marzo 2018 ha indetto un’assemblea dei lavoratori che si terrà nell’aula magna della scuola allievi operai. Prima dell’inizio dei lavori, alle 9.30, Lorenzo Caldaralo (segretario provinciale Fp Cgil), Domenico Bellangino (coordinatore provinciale settore Difesa) e Francesco Quinti (coordinatore nazionale settore difesa Fp Cgil), terranno un incontro con la stampa dinanzi all’ingresso dell’Arsenale.


“Mancano 500 persone all’appello e tutti gli investimenti previsti per la struttura del Ministero della Difesa sono rimasti esclusivamente sulla carta – dice Caldaralo – e in questa condizione il futuro di uno dei più grandi insediamenti produttivi della città rischia di impoverirsi ulteriormente senza aver traguardato un disegno preciso sulla sua connotazione, tra le incognite occupazionali, produttive e quelle di un utilizzo culturale”. Il sindacalista sottolinea che anche “gli interventi di ristrutturazione e ammodernamento previsti dal Piano Brin procedono a rilento ed è del tutto sconosciuto il progetto che i vertici del Ministero hanno sull’Arsenale di Taranto. Un paradosso contemporaneo per la città che ha fame di nuova occupazione e forme di ulteriore formazione”.



La Funzione Pubblica Cgil, dunque, rilancia la vertenza Arsenale MM di Taranto. “Il turn over che abbiamo chiesto a più riprese era la garanzia per tutti: i lavoratori che sono ancora dentro, e quelli che premono alle porte del mercato del lavoro in attesa di una risposta possibile – sottolinea Caldaralo – per questo avevamo proposto l’apertura all’esterno della Scuola Allievi Giovani Operai per ridare slancio alle attività dell’insediamento produttivo tarantino e per formare sul territorio giovani disoccupati in grado di attività tecniche uniche come quelle che si svolgono all’interno degli Arsenali italiani.
Una rivendicazione che passa anche tra le pieghe del nuovo contratto nazionale di lavoro dei dipendenti del Ministero della Difesa, che archiviate le strettoie della Legge Brunetta riconsegna nelle mani delle Rsu aziendali anche ampi margini di manovra nella contrattazione di secondo livello. Intendiamo difendere e rilanciare quel luogo che non è solo storia ma anche presente  e per questo abbiamo una piattaforma precisa che sottoporremmo all’attenzione dei lavoratori nell’assemblea che si terrà giovedì mattina”.


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