Taranto, l’Asl chiude due pronto soccorso, ma sostiene che migliora l’assistenza!

Le polemiche, la sollevazione delle parti sociali e di molte forze politiche, l’incredulità dei cittadini, sembra non scalfire l’Asl di Taranto che conferma la decisione di chiudere i due pronto soccorso degli ospedali Moscati di Taranto e San Marco di Grottaglie per trasformarli in Punti di primo intervento gestiti dal 118.


Anzi secondo l’Asl non si tratterebbe di un depotenziamento dei servizi sanitari ma di un intervento che “costituisce garanzia reale di sicurezza e di protezione di alta qualità nei confronti di tutta la cittadinanza afferente ai presidi ospedalieri in merito alla gestione delle emergenze, ossia delle situazioni che vedano presente un pericolo di vita evidente ed imminente, delle urgenze, ossia delle situazioni che vedano presente un pericolo di vita potenziale, delle presentazioni acute minori, ossia di tutte le situazioni in cui il paziente percepisce un problema acuto di salute ma che non comporta un potenziale pericolo di vita”.



Proseguendo con un incomprensibile linguaggio burocratese, ecco cosa  sostiene l’Asl e come pensa di convincere i suoi assistiti della giustezza delle decisioni che entreranno in vigore nei prossimi giorni. “Va comunque evidenziato – si legge nella nota stampa – che, nella concezione moderna dei sistemi di rete previsti per le patologie tempo dipendenti, l’obiettivo prioritario di assicurare con appropriatezza le migliori probabilità di successo del percorso gestionale del paziente richiede, necessariamente, di trasportare il paziente acuto nel minor tempo possibile nella sede ospedaliera più adeguata e, contestualmente, più vicina, ossia, nel nostro caso, presso il Dipartimento di Emergenza di II Livello del PO SS. Annunziata”.

Oggi, il direttore generale dell’Asl di Taranto ha incontrato il nuovo sindaco di Grottaglie, Ciro D’Alò che si oppone fermamente ai provvedimenti che entreranno in vigore dall’1 luglio e che annuncia di voler convocare una “Conferenza dei Sindaci ed un incontro urgente con il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, affinché possa esser rivisto il Piano di Riordino Ospedaliero, di fatto, bocciato dal Ministero”.

Anche il sindacato insorge contro l’Asl di Taranto. “Tutti i provvedimenti assunti recentemente dal Governo regionale pugliese e tradotti con inaspettata solerzia dal Direttore Generale della Asl di Taranto, prima ancora che gli stessi venissero adottati in senso formale, gettano ombre inquietanti sulla gestione del sistema sanitario ionico”. E’ quanto scrivono Giancarlo Turi e Franco Brunetti, rispettivamente segretario generale della Uil e della Uil Fpl secondo i quali “dopo quattro anni, le emergenze sono state derubricate a fattore di ordinarietà; scompaiono finanche le misure “una tantum”, che sarebbero dovute divenire strutturali per iniziare a colmare un gap che, invece, assume tratti sempre più marcati e imbarazzanti. Dopo le analisi e i contributi che sono stati forniti da tutte le componenti della comunità ionica, occorre invertire rapidamente la tendenza al pericoloso declino su cui sembra essere indirizzato inesorabilmente l’intero ambito sanitario”.


Secondo i due sindacalisti “oncoematologia pediatrica, pneumologia e chirurgia toracica, solo sulla carta; la grave situazione epidemiologica; l’indice posti-letto più basso in Puglia delineano il quadro complesso della “sanità jonica” che va affrontata e risolta con immediatezza”. Di questo si discuterà mercoledì 29 giugno, alle 17.00 durante un incontro in programma nella sede della Uil in piazza Dante 2.

Anche il consigliere regionale dei Conservatori e Riformisti, Renato Perrini, interviene sulla questione del Piano di Riordino pugliese. “Le richieste arrivate dalle comunità locali sono state completamente disattese. Per un territorio con un livello di mortalità per cancro così alto, solo rassicurazioni e promesse, quest’ultime per giunta non mantenute. Ribadisco la necessità di incontrare il Ministro Lorenzin, insieme ai nostri parlamentari eletti (in particolare per Taranto condivide le nostre perplessità l’onorevole Gianfranco Chiarelli), per esternare tutte le nostre preoccupazioni. Al Ministro vogliamo far comprendere che la comunità pugliese ha il diritto ad una sanità pubblica efficiente e di qualità”.


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