Taranto, MarTa: +72% in due anni. Fine di un sogno? Nominato il reggente

Taranto, MarTa: +72% in due anni. Fine di un sogno? Nominato il reggente

In due anni i visitatori al museo archeologico nazionale di Taranto sono aumentati del 72% e i ricavi sono cresciuti di 102mila euro. Certo il punto di partenza era molto basso, non migliorare era quasi impossibile, ma non si può negare che la riforma Franceschini e la nomina dei nuovi direttori hanno rinnovato il modo di gestire la cultura in Italia. Al MarTa è toccata Eva Degl’Innocenti, toscana come Renzi, tornata in Italia dopo un’esperienza in Francia. La nuova direttrice si è subito resa conto che Taranto è una città dilaniata, con un grande bisogno di riferimenti identitari. Per cui introno ai tesori del museo ha cercato di restituire orgoglio alla comunità che ha raccolto l’invito ed ha iniziato a lavorare.


Ora, una storia tutta italiana di riforme un po’ affrettate e superficiali, di ricorsi, di sentenze del Tar, sembra infrangere il sogno. Per carità il Museo sta sempre lì, ma il punto è proprio questo: avere il MarTa non basta. Anche la cultura è un mercato con le sue regole, la concorrenza, il marketing. Questa battuta d’arresto arriva alle porte della nuova stagione estiva, quando, più è forte il bisogno di organizzare eventi, promuovere la struttura, allestire mostre, nuove sezioni. Insomma, far vivere un museo e renderlo appetibile ai visitatori.



La pubblica amministrazione non si ferma. Infatti, in attesa del responso del Consiglio di Stato e per garantire la continuità dell’attività il ministero dei Beni culturali ha nominato alla guida dei cinque istituti, i direttori dei poli museali delle regioni dove si trovano i musei rimasti orfani. Al Palazzo Ducale di Mantova, il direttore del polo museale della Lombardia, Stefano L’Occaso; alle Gallerie Estensi di Modena il direttore del polo dell’Emilia Romagna, Mario Scalini; al museo archeologico di Napoli, Anna Imponente, direttrice del polo della Campania; al museo archeologico di Taranto, Fabrizio Vona, direttore del polo della Puglia; il museo archeologico di Reggio Calabria sarà temporaneamente retto da Angela Acordon, direttrice del polo della Calabria.

Anche questa vicenda, ovviamente, è finita nel tritacarne della contesa politica e forse il rischio più grosso è proprio questo!

 


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