Taranto, nell’ex Cemerad anche i filtri radioattivi di Chernobyl

Circa 17mila fusti di rifiuti, di cui oltre 3mila radioattivi.  È questa la pesante eredità dell’ex Cemerad, tra Taranto e Statte, una delle zone più contaminate dell’intera area di crisi ambientale. In una parte ben definita dell’ex deposito ci sono anche 84 fusti contenenti filtri radioattivi contaminati dalle radiazioni di Chernobyl.


Nel 2000 il sito fu sottoposto a sequestro giudiziario e oggi è sotto la custodia del Comune di Statte. Ieri nell’ex Cemerad si è svolto un sopralluogo che ha sancito l’avvio delle attività di rimozione e bonifica del sito.



Entro l’estate del 2017 i fusti saranno rimossi e il capannone che li contiene sarà abbattuto. Successivamente, dopo ulteriori verifiche e valutazioni, inizieranno i lavori di bonifica per riportare l’area alla sua originaria destinazione: zona verde.

img_3295.jpgL’intervento può contare su fondi fino a 10 milioni di euro nella disponibilità del commissario straordinario Vera Corbelli. Il cronoprogramma è stato illustrato nel corso di una conferenza stampa cui hanno partecipato anch il prefetto di Taranto, il sindaco di Statte e il comandante provinciale dei Vigili del fuoco.

I fusti dell’ex Cemerad verranno rimossi e trasportati in un sito di stoccaggio delle scorie radioattive. “Sicuramente sul territorio nazionale” ha spiegato la Corbelli senza specificare dove. Si tratta di un problema non secondario visto che, allo stato attuale, in Italia non è stato ancora individuato alcun sito per le scorie nucleari.

Cemerad-i-documenti-del-Commissario-straordinario

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