Taranto, Parco Archeologico Saturo nel mirino dei vandali. “Così si uccide la cultura”

Taranto, Parco Archeologico Saturo nel mirino dei vandali. “Così si uccide la cultura”

Fare cultura, promuovere cultura, proporre turismo culturale è una vera impresa in provincia di Taranto. Il Parco Archeologico di Saturo è stato antesignano di un nuovo modello di turismo, da anni una cooperativa di archeologi, oltre a provvedere alla cura ed alla manutenzione delle antiche rovine, svolge attività di divulgazione e promozione dell’affascinate storia di Taranto.


Ma evidententemente  ciò non basta a tenere lontani vandali e predoni che, sistematicamente prendono di mira la struttura. L’ultimo atto vandalico, in ordine di tempo, è stato compiuto nel fine settimana. Meno di un mese fa il Parco era stato nuovamente oggetto di visite “particolari”. Una frequenza che diventa sospetta e sembra assumere “i connotati di vero atto intimidatorio”.



E’ quanto denuncia Gianluca Guastella sulla sua pagina Facebook. “Diventa davvero difficile – scrive – lavorare per la promozione culturale di un territorio che risponde con la sua ignoranza, tra intimidazioni, becere dinamiche privatistiche legate ai parcheggi o, più semplicemente, strafottenza da parte di coloro che si sentono autorizzati ad entrare in un’area pubblica, gestita a fatica e con grandi sacrifici economici da una cooperativa archeologica, deputata alla cultura e all’archeologia, distruggendo, sporcando, rubando, offendendo e mortificando un lavoro che serve a tutta la comunità, dandole lustro. Con tanti sacrifici gestiamo un’area che se non sarà oggetto di seri lavori strutturali, difficilmente potrà fare un salto di qualità, mettendoci nelle condizioni di lavorare seriamente. E non basta portare migliaia di studenti da tutta la Puglia o portare le telecamere di Sky Arte, della Rai o documentari quali Ulisse. Serve davvero a poco. Il Parco Archeologico di Saturo ha bisogno di aiuto, per tutelare se stesso e l’immagine della sua provincia”.

Saturo 1 Saturo 2 Saturo 3 Saturo 4 Saturo 5Questo il drammatico appello che “La Ringhiera” fa suo e gira alle istituzioni, a cominciare dai Comuni, per finire alla Regione Puglia.  E’ il momento dei fatti, è il momento di tutelare veramente il nostro sterminato patrimonio archeologico, sostenendo chi opera in questo settore da anni. E’ il momento di respingere le intimidazioni, la violenza, l’ignoranza. E’ il momento di creare quella positiva saldatura tra l’iniziativa privata e intervento pubblico che riecheggia in tanti discorsi ma che raramente, molto raramente, trova attuazione nella realtà.

E’ il momento di non lasciare sola la  “Coop. Polisviluppo” che gestisce il Parco Archeologico di Saturo. “Oggi ci siamo – continua Guastella – domani, stanchi di queste becere dinamiche di quartiere, potremmo abbandonare il Parco Archeologico di Saturo al proprio destino. Tutto questo alle porte del grande evento medievale rievocativo del 4 e 5 giugno. Perchè noi parliamo di cultura, ma la cultura va accudita e alimentata con la “cultura”. Ma, ancora, questo obiettivo pare essere davvero utopistico”.


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