Taranto, perdono il lavoro e dormono in strada. La povertà invisibile sotto casa

Dieci famiglie tarantine da alcuni giorni dormono sulle panchine o in auto. Probabilmente è la punta dell’iceberg di un malessere molto più diffuso e stratificato. Un disagio spesso invisibile che è sotto i nostri occhi, sotto la nostra casa ma che non vediamo per distrazione o comodità.


Dieci famiglie tarantine hanno estremo bisogno, in questo momento, di un tetto sotto il quale ripararsi. Padri di famiglia che hanno perso il lavoro. Drammi che si consumano in solitudine, in silenzio, fino a quando, talvolta, non degenerano in gesti estremi.



Dieci famiglie (in verità sono molte di più) private di politiche di sostegno, di case popolari, di quello stato sociale sgretolato a picconate da una spesa pubblica sempre meno attenta alle fasce più deboli, sempre più sprecona, quando non corrotta.

Dieci famiglie per le quali il Comune di Taranto lancia un appello che denota l’impotenza cui sono ridotti i comuni italiani, ma anche la loro incapacità di cogliere i bisogni reali della comunità. Un appello che sa due volte di disperazione: la prima è quella dei cittadini che chiedono aiuto alle istituzioni;  la seconda è quella del Palazzo incapace di fronteggiare l’emergenza con propri mezzi cui non resta che affidarsi alla buona volontà dei tarantini.
Di seguito l’appello dell’assessore comunale alle Politiche sociali Gionatan Scasciamacchia.

“Abbiamo la necessità di reperire almeno 10 piccole unità immobiliari che risolverebbero in parte l’emergenza abitativa venutasi a creare nelle ultime settimane. A tale scopo si lancia l’appello ai proprietari di piccoli alloggi disponibili affinchè li concedano in locazione per il tramite di questo Comune. La Direzione Servizi Sociali provvederà ad erogare, direttamente sul conto corrente del proprietario, il contributo abitativo nella misura di massimo 300 euro al mese per 12 mesi, prorogabili per un massimo di 24 mensilità in caso di persistente ed accertato bisogno della famiglia utilizzatrice.
Attualmente, abbiamo la necessità di sistemare alcuni nuclei familiari i quali, per la perdita del lavoro, sono costretti a vivere in auto o su panchine. L’Assessore, spera che questo appello dal carattere di urgente emergenza sociale possa sensibilizzare coloro i quali possono concretamente contribuire ad una soluzione, sia pure provvisoria ed a medio termine, per le situazioni abitative di maggiore gravità”.



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