Taranto, scempio in città vecchia. Trafugate maioliche del ‘600 da Palazzo de Beaumont

Taranto, scempio in città vecchia. Trafugate maioliche del ‘600 da Palazzo de Beaumont

La città vecchia di Taranto e il suo immenso patrimonio culturale, ancora vittime di un atto vandalico, di un furto, di uno scempio che, purtroppo, ci ricorda quanta strada deve percorrere la nostra comunità per tutelare e valorizzare i grandi tesori di cui dispone. La casa della marchesa de Beaumont Bonelli è stata “visitata” da ignoti senza scrupoli che ne hanno divelto e smontato il pavimento costituito da preziose maioliche originali del ‘600.


A darne notizia è Roberto Bellacicco, creatore del centro culturale Filonide e del Museo Spartano allestito nella stessa dimora nobiliare che, comunque, continuerà la sua attività. Ecco la sua testimonianza, così come è stata postata sul suo blog.



“I ladri, dopo aver scassinato il portone di ferro di accesso alla casa e la porta originale dotata di tre catenacci di sicurezza, hanno smontato il pavimento costituito da maioliche originali del ‘600 della sala gialla e dello studiolo nobiliare. Il danno in termini storici è ingente in quanto i pavimenti erano una delle poche testimonianze del ‘600 tarantino ancora visitabili.

Gli appartamenti non restaurati del palazzo de Beaumont Bonelli, uno dei più importanti del borgo antico di Taranto, di proprietà ignota sono spesso preda di fenomeni di abusivismo che nessuno sembra essere in grado di arginare e contrastare. Il palazzo risulta attualmente sprovvisto di un condominio e il portone di ingresso del palazzo risulta costantemente aperto alla mercé della criminalità. Il recupero del Borgo antico di Taranto, aldilà di enormi progetti per ora visti solo sulla carta, passa attraverso il ripristino della legalità, della civiltà e della bellezza che dovrà a nostro avviso essere al primo posto nell’azione della prossima amministrazione comunale eletta.

Le visite guidate agli antichi ambienti continuano perché non siamo abituati ad arrenderci di fronte ai barbari che con questo atto vandalico hanno cercato di fermare il nostro lavoro e con esso il recupero di un pezzetto del nostro centro storico. Noi non ci fermiamo e non ci fermeremo. Abbiamo riportato a nuova vita questi ambienti antichi nel lontano 2003 rendendoli fruibili a tutti i cittadini e lo faremo di nuovo con la passione di sempre, costi quel che costi”.



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