Taranto scommette sul Distripark, a volte ritornano

Taranto scommette sul Distripark, a volte ritornano

A volte ritornano. Vent’anni dopo Taranto ci riprova. L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio è il nuovo soggetto attuatore del “Progetto Distripark”, per il quale a suo tempo la delibera CIPE n. 155 del 2000 aveva assegnato un importo di 12 milioni di euro. La decisione è emersa dai lavori del Cipe che si sono conclusi in serata. Lo rende noto il sen. Mario Turco, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri.


“Già nelle scorse settimane presso il Dipe, il Dipartimento della Programmazione Economica che guido in qualità di Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio – spiega Turco – avevamo convocato un tavolo per sbloccare un progetto che si era arenato con la messa in liquidazione della vecchia società. Ricordiamo che il Distripark nasce come piattaforma logistica nell’area retroportuale tarantina, e che punta ad avere un significativo impatto in termini di crescita economica e occupazionale”.  Il sottosegretario rivolge il suo ringraziamento al Presidente del consiglio e al Ministro dello Sviluppo Economico, “per la concreta disponibilità a voler risolvere la questione legata al rilancio della piattaforma. Ora il progetto è nelle mani dell’Autorità Portuale di Taranto che dovrà nel breve procedere al completamento dell’opera”.



Il progetto del Distripark prende forma nei primi anni 2000. La società consortile Distripark Taranto S.c. arl viene costituita nel 2002. Ne fanno parte Comune e Provincia di Taranto, Camera di commercio e Autorità portuale. La ragione sociale era la promozione, l’attivazione ed il completamento di tutte le procedure tecnico-amministrative e la realizzazione delle opere necessarie per la costruzione di un Distripark, nonché degli interventi connessi con la creazione di una rete di trasporto intermodale in grado di agevolare lo sviluppo della logistica. Prevista un’area di circa 750,000 mq  con una struttura articolata in 110 moduli prefabbricati, che possono essere anche aggregati secondo le esigenze degli utilizzatori: ognuno di questi magazzini avrà una superficie di circa 1.600 mq e sarà opportunamente dotato di idonee attrezzature tecniche. L’area individuata si trova nelle immediate vicinanze del porto di Taranto. 

Una bella intuizione che, come tante altre, è rimasta incompiuta. L’attività della società, infatti, si arenò dopo l’esproprio delle aree e la realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria. Il progetto del Distripark si è progressivamente insabbiato fino alla liquidazione della società, nel 2015. Sicuramente un’area retroportuale per lo smistamento, la manipolazione e la spedizione delle merci era ed è utile per lo sviluppo del porto di Taranto e del territorio. Il progetto, ora, può integrarsi con le agevolazioni contemplate dalla Zona economica speciale (Zes) e può costituire un impulso positivo allo sviluppo del traffico contenitori affidati al nuovo concessionario del terminal, i turchi di Yilport. Non resta che sperare, quindi, che questi venti anni non siano trascorsi invano e che almeno servano a non commettere gli stessi errori del passato. [Credits: la foto a corredo di questo articolo è tratta dal sito www.distripark.it]


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