Taranto, se ci sei batti un colpo

Taranto, se ci sei batti un colpo

Una QUESTIONE TARANTINA va aperta e radicalmente affrontata. Ma a proporla dev’essere Taranto. Non si tratta di tavoli da aprire e interviste da rilasciare. La vicenda è grave, drammatica, seria.


E richiede freddezza e lucidità politica, a livello locale e a livello nazionale. A fronte del respiro di sollievo che l’annuncio di Mittal concede a chi per ragioni sanitarie e ambientali da sempre si batte, a Taranto, per la chiusura dello stabilimento siderurgico (fase delicata che andrebbe gestita, per bonificare e progettare a medio e lungo termine e non ritrovarsi con un cimitero di ruggine  nei secoli dei secoli) si avverte in queste ore il sussurro di dolore di una politica spettatrice e scarsamente in grado di farsi protagonista di quella rappresentatività territoriale necessaria, coraggiosa e larga che la vicenda richiede. 



Taranto sta mancando la grande occasione di difendersi compiutamente e di rilanciare, ora,  un piano forte e robusto alternativo e di battere i pugni sui tavoli governativi per pretendere rispetto, risarcimento e futuro.  La città sta drammaticamente assistendo ad un film che la riguarda dal primo frame ai titoli di coda. Chi diceva che Mittal avrebbe tolto ben presto le tende sta avendo ragione. Taranto deve pretendere, ora, risposte sul lavoro e patti chiari sulla bonifica dell’area vasta industriale in procinto di essere abbandonata. Va studiata una transizione che porti altrove ma che lo faccia bene. Serve una POLITICA di orizzonte che prenda le mosse da chi vive, lavora e respira sui due mari ogni giorno. Assistere è un verbo da declinare al passato. 

Riepilogo: stando agli avvisi dell’azienda il Treno Nastri 2 si ferma tra il 26 e il 28 novembre per mancanza di ordini. L’ Altoforno 2 si ferma il 12 dicembre. L’Altoforno 4 si ferma il 30 dicembre. L’Altoforno 1 si ferma il 15 gennaio. Mittal ha già annunciato 5000 esuberi dall’attuale platea di 10770 in Italia. L’indotto fa il conto dei sui crediti, passati e recenti, e sfiora quota 200 milioni (più di 50 soltanto a Taranto). Il Governo si presenta diviso alla trattativa con il gruppo franco- indiano. M5S è diviso sul ripristino dello scudo penale. L’opposizione gode e incamera come se non avesse mai governato alcunché negli ultimi venti anni. La politica locale è frastornata come un pugile all’angolo. L’insipienza stratificata e l’orizzonte elettorale del 2020 non agevolano, inoltre, quell’auspicabile trasversalismo tipico delle fasi drammatiche che la storia di una comunità ciclicamente presenta chiedendo il conto delle scelte adottate e delle posizioni inespresse. E’ chiaro, ormai, che una comunità in grado di far quadrato non c’è e all’orizzonte non si vedono manovre di ricompattamento. Seguiranno giorni drammatici e controversi. 


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