Taranto, sporcizia e rifiuti sulla costa del Mar Piccolo

Vecchi materassi, materiale di risulta, calcinacci, vaschette di plastica e di polistirolo. La costa del Mar Piccolo soffocata dall’immondizia. L’ennesima denuncia arriva da “Made in Taranto”. Dopo l’allarme di Legambiente sul degrado in cui versa l’area del fiume Galeso, è Gianluca Lomastro ad accendere i riflettori su un altra zona paesaggistica di grande pregio. “Sul Mar Piccolo – scrive – la situazione è in continuo progressivo peggioramento. Sono anni che sento parlare di bonifiche. Eppure le coste del Mar Piccolo versano in uno stato pietoso. Sono mesi che non leggo più le notizie rassicuranti della Commissaria Corbelli. Sarà un caso?”


Lomastro evidenzia anche il silenzio e la rassegnazione dei tarantini di fronte e certi scempi. “Sembra che ci stiamo abituando al peggio – aggiunge – sono sempre le sparute minoranze quelle che fanno resilienza”. A corredo della denuncia, Made in Taranto allega alcune foto emblematiche scattate dalla biologa Rossella Baldacconi (vedi galleria fotografica). “Le coste del Mar Piccolo sono oramai ridotte a ricettacolo di ogni genere di rifiuti. Scene sono terribile che fanno pensare ad un inesorabile declino culturale di genti che, come i pescatori o i mitilicoltori che, invece, dovrebbero tutelare la risorsa mare prima che smetta improvvisamente di offrire i suoi frutti generosi. Così non si può andare avanti”.



La speranza di un futuro migliore ci ucciderà? “Voglio continuare a credere nelle Istituzioni e nella loro capacità di invertire la rotta – scrive Lomastro – ma non nutro più le stesse speranze di qualche anno fa. Vorrei tanto sbagliarmi. Questa Taranto continua ad attendere un futuro migliore. Ma questo futuro sembra non arrivare mai. Voglio ancora poter sperare nel cambiamento così tanto auspicato. Ma forse non basta più. Occorre un segnale forte da parte delle Istituzioni. Quando?”


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