Taranto: Stefàno non ha i numeri, niente bilancio. Ma due stampelle sono già pronte

Taranto: Stefàno non ha i numeri, niente bilancio. Ma due stampelle sono già pronte

In questi casi si comincia dalla fine: Renna e Di Giovanni, due consiglieri di opposizione, uno di centrodestra e uno di sinistra, sono rimasti in aula e sul finale (oggi) hanno mantenuto il numero legale, consentendo alla maggioranza di galleggiare.


Si, proprio così: galleggiare. Perché la coalizione pasticciata di Stefàno (in principio fu il sinistra-centro, poi il centrosinistra, poi il centrosinistra civico, la sinistra civica, adesso il centrosinistradestra e rotti.. ) non arriva alla soglia di sopravvivenza che la legge fissa a 17 per un Consiglio di 30 più il sindaco.



E sindaco compreso, oggi la maggioranza si è fermata a 14 per rinviare la discussione del bilancio consuntivo (documento sul quale il parere dei revisori è favorevole!). Vietri aveva chiesto l’anticipazione del punto: proposta bocciata!

Senza opposizione, seduta impossibile.

Il successivo rinvio dei punti nodali (13-14-15 e 16)  è infatti passato con 14 voti a favore, 9 contrari e un astenuto (Di Giovanni). All’ex esponente della maggioranza, oggi corso in aiuto dei vecchi compagni di avventura, si è poi unito a sorpresa Aldo Renna mentre il suo collega di gruppo, Cannone, aveva già lasciato l’aula. Si trattava di due punti minori ma fondamentali, a quanto pare, come esperimento.


E’ stata la prova generale di quanto accadrà il prossimo 7 giugno, data ultima per l’approvazione dei documenti contabili pena lo scioglimento anticipato del Consiglio comunale un anno prima della scadenza naturale?

Certo è che a Stefàno servono due voti. Oggi gli assenti erano tre, dei quali due per ragioni di salute (e uno dei due difficilmente, a quanto risulta, potrà essere in aula tra una settimana). Dunque, nella migliore delle ipotesi il sindaco ha 15 voti sicuri, lui compreso.

Ha bisogno di un paio di stampelle dall’opposizione.

E l’applauso chiesto e ottenuto dal sindaco, a fine seduta, indirizzato a Renna e Di Giovanni, lascia pensare che le basi per questa collaborazione “di scopo” (consiliatura da salvare) SIANO SOLIDE, con buona pace del resto dell’opposizione che oggi ha attaccato duro (soprattutto Vietri, Liviano, Cannone, Capriulo e Tribbia) su due presupposti non di secondo piano: relazione del ministero sulla gestione 2010-2015 e parere sfavorevole dei revisori dei conti sul bilancio preventivo 2016.

Sul primo punto, Stefàno ha superato se stesso dando appuntamento alle risposte che i “tecnici” forniranno al ministero, bypassando tutti i rilievi politici e sostanziali (gravi)  che gli ispettori capitolini gli muovono in 151 pagine di relazione.

Quanto ai revisori, il sindaco ha annunciato coesione della sua maggioranza e la redazione di un emendamento che scioglierà uno dei nodi più intricati messi a nudo dai revisori (il fondo per la copertura di 5 milioni per oneri latenti, le cause pendenti).

Già… ma se la maggioranza è coesa, se l’emendamento è pronto come mai oggi in aula non c’erano i numeri sufficienti per approvare il bilancio preventivo? E quello consuntivo… che non affronta nemmeno l’ostacolo dei revisori?

Come mai la maggioranza ha scelto il 7 giugno (una settimana !!!) per la seconda convocazione?

Infine, la voce che attende conferme o smentite: ingresso in Giunta, dopo l’approvazione del bilancio, di Guttagliere e Cotugno? Non resta che attendere.

aggiornamento: il Consiglio è stato riconvocato per il 3 giugno.


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